Don Matteo, il Cardinale che pedala tra la gente: il film di Marrese arriva in città
Oltre la porpora: l’uomo del dialogo
di Maria Silvia Cabri
C’è una scena, nel nuovo documentario di Emilio Marrese “Chiamami Don Matteo – Zuppi, il vescovo di strada”, che riassume meglio di mille parole il senso di un ministero: il Cardinale Matteo Maria Zuppi che percorre i portici di Bologna in bicicletta, fermandosi non per protocollo, ma perché richiamato da un saluto, da un bisogno, da una storia. Il film, presentato con successo alla Festa del Cinema di Roma e ora in distribuzione nelle sale e nei circoli culturali, non è solo il ritratto di un uomo delle istituzioni ecclesiastiche, ma il racconto di una Chiesa “in uscita” che si fa carne e cammino. Dopo il primo lavoro di Emilio Marrese su Zuppi, “Il Vangelo secondo Matteo Zuppi” del 2019, il regista bolognese ha avuto il privilegio di seguire il presidente della Cei in un anno cruciale, segnato non solo dalle sfide pastorali quotidiane, ma anche dalle delicate missioni di pace internazionali e dal Conclave del maggio 2025 che ha portato all’elezione di Papa Leone XIV.




