Tavola Amica: pranzo preparato dall’associazione pakistana Madina Tul Ilm
"E' cittadinanza attiva, fare le cose insieme nel segno della responsabilità, una città di cui tutti ci dobbiamo occupare"
Tavola Amica
C’è un profumo che domenica 26 aprile ha riempito il Circolo Bruno Losi: quello delle spezie e delle ricette di una tradizione lontana eppure, quel giorno, vicinissima. A portarlo è stata un’associazione della comunità pakistana, Madina Tul Ilm, che ha cucinato e servito piatti tipici per tutti i commensali di Tavola Amica, il progetto nato dalla collaborazione tra Ho Avuto Sete e Il Mantello. Diversi componenti dell’Associazione si sono seduti ai tavoli pranzando con gli altri commensali, alla fine è stato anche fatto un laboratorio di Hennè (pratica legata a tatuaggi delebili utilizzando un colorante vegetale) a cui diverse persone hanno partecipato.
L’idea dietro Tavola Amica è di quelle che non hanno bisogno di molte parole: apparecchiare una tavola aperta, dove chiunque voglia può sedersi e condividere un pasto. Una volta a settimana, quel gesto semplice diventa qualcosa di più grande – diventa incontro, diventa conoscenza, diventa comunità.
Domenica lo ha dimostrato ancora una volta. Grazie anche alla partecipazione della Consulta per l’Integrazione dell’Unione Terre d’Argine, il pranzo ha aggiunto un nuovo tassello ad un mosaico che cresce appuntamento dopo appuntamento: un progetto che parla all’intera città.
Perché partecipazione e condivisione non sono slogan. Sono il modo in cui una comunità si riconosce, si arricchisce e si tiene insieme. Ed è per questo che Tavola Amica continuerà ad apparecchiare la sua tavola – per tutti e con tutti.
Ha portato molti giovani che hanno fatto servizio, è un modo per fare cittadinanza attiva, fare le cose insieme nel segno della responsabilità, una città di cui tutti ci dobbiamo occupare, una citta di tutti e per tutti, nessuno escluso.




