Al
Carpi, Chiesa
Pubblicato il Maggio 21, 2026

Al via domani la Sagra della Madonna della Rosa nella parrocchia di San Francesco

Parrocchia in festa dal 22 maggio al 7 giugno

Con la fine di maggio, a Carpi tornano anche i profumi, le luci e le voci delle sagre parrocchiali. Ad aprire, come da tradizione, questa lunga stagione di incontri comunitari sarà ancora una volta la storica Sagra della Madonna della Rosa della Parrocchia di San Francesco d’Assisi, giunta quest’anno alla sua 33ª edizione. Un appuntamento profondamente radicato nella vita cittadina, capace ogni anno di richiamare famiglie, giovani, volontari e tanti carpigiani che, sotto il campanile di San Francesco, ritrovano il gusto semplice dello stare insieme. Dal 22 maggio al 7 giugno, il cortile della parrocchia di via Catellani si trasformerà in un luogo di festa, musica e convivialità. Ma ridurre la Sagra della Madonna della Rosa a un semplice calendario di eventi sarebbe ingeneroso.

Un tempo donato

La sagra, infatti, è soprattutto un grande laboratorio di comunità: un’occasione concreta per condividere tempo, energie, amicizia e spirito di servizio. Dietro ogni tavolo apparecchiato, dietro ogni piatto servito e ogni serata musicale, c’è il lavoro silenzioso di decine di persone. Ogni associazione che vive all’interno della parrocchia offre il proprio contributo, e ogni parrocchiano dona un po’ del suo tempo. C’è chi monta il tendone sotto il sole di maggio, chi sistema tavoli e sedie, chi monda l’insalata per preparare le immancabili “insalatone della Rosa”, chi corre per ordinare le provviste, chi organizza turni e cucine. C’è anche chi, nonostante le difficoltà e le tante incombenze – “nonostante la Gabrielli”, come si scherza affettuosamente tra volontari – continua a impegnarsi per garantire l’intrattenimento musicale che da sempre accompagna le serate della Sagra.

In cucina con amore

Un capitolo speciale lo meritano anche le “Signore della cucina”, custodi di uno dei sapori più attesi della festa: i tortelli verdi. Con pazienza, esperienza e un grande spirito di servizio, nei giorni che precedono la Sagra si ritrovano attorno ai tavoli della parrocchia per impastare, tirare la sfoglia, preparare il ripieno e chiudere a mano centinaia di tortelli. Un lavoro lungo e silenzioso, fatto di gesti tramandati nel tempo, chiacchiere, ricordi e risate condivise. I tortelli verdi sono ormai un vero “must eat” della Sagra della Madonna della Rosa, un piatto che racconta la tradizione emiliana ma soprattutto il volto concreto di una comunità che si mette al servizio degli altri anche attraverso la cucina. È proprio questa coralità il cuore dell’evento. Sotto il campanile di San Francesco si incontrano generazioni diverse: bambini che corrono nel cortile, adolescenti impegnati nel servizio ai tavoli, adulti che coordinano la macchina organizzativa e anziani che raccontano le edizioni passate. Tutti accomunati dalla voglia di sentirsi parte di qualcosa. E naturalmente ci sono anche i sapori, quelli che negli anni sono diventati quasi un marchio di fabbrica della sagra. Accanto alle specialità tradizionali della cucina parrocchiale, tanti aspettano ogni anno l’insalatona della Rosa o il celebre “Patatrack”, piatto simbolo di convivialità e serate estive condivise. Per molti carpigiani, cenare almeno una volta alla Sagra di San Francesco è ormai un rito che segna l’inizio dell’estate.

Ogni sera musica

Il programma 2026 si aprirà venerdì 22 maggio con l’aperitivo e l’intrattenimento musicale degli Scapes3. Nelle settimane successive si alterneranno concerti, tombola, incontri pubblici, momenti dedicati alle famiglie e tanta musica dal vivo, con gruppi e band che animeranno il cortile parrocchiale fino alla conclusione della festa. Il gran finale sarà domenica 7 giugno con il tradizionale pranzo comunitario di fine anno pastorale. Un momento semplice ma autentico, forse il più rappresentativo dello spirito della Sagra: come accade nelle famiglie, si mettono insieme gli “avanzi”, si riordinano gli ultimi tavoli, si ride della stanchezza accumulata e si scherza già sui programmi estivi. È il momento dei bilanci, degli abbracci e dei ringraziamenti, quando ci si accorge che, ancora una volta, la Sagra ha fatto il suo piccolo miracolo: trasformare un insieme di persone in una comunità viva. Ed è forse proprio questo il segreto della Sagra della Madonna della Rosa: ricordare a tutti che una parrocchia non è fatta solo di muri o appuntamenti religiosi, ma soprattutto di relazioni, mani operose e volti che scelgono di esserci.

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