Cfp Nazareno, giovani talenti pronti al futuro
Oltre il gusto: gli studenti del Centro di formazione Nazareno mettono in scena la magia della montagna
di Maria Silvia Cabri
Il sentiero è tracciato, la meta è raggiunta. Si è svolto con successo, lo scorso 22 maggio, “Radici e vette: dalla bassa all’alta quota”, il saggio di fine anno del Centro di Formazione Professionale Nazareno di Carpi. Un evento che ha trasformato l’istituto in un laboratorio a cielo aperto, dove gli studenti del quarto anno, guidati dallo chef Domenico Della Salandra e dal maître Rodolfo Guandalini, unitamente a tutto il corpo docente, hanno dato prova di una maturità professionale di alto profilo, mettendo in mostra i frutti di un percorso annuale dedicato alla riscoperta della cultura gastronomica alpina.
Il sentiero come metafora della formazione
L’evento, che ha visto la partecipazione di circa ottanta ospiti, è stato molto più di una semplice esibizione tecnica; è stato il coronamento di un anno di studi, viaggi d’istruzione in Trentino-Alto Adige ed esperienze sul campo in strutture ricettive d’alta quota. A spiegare il significato profondo di questo viaggio formativo è la preside Luana Ronchetti: “Le radici siamo noi, le tradizioni, la terra, il punto di partenza. La vetta è la destinazione, la potenzialità, il futuro, tutto ciò che potremmo raggiungere. Che cosa collega le radici e le vette? È il sentiero. Ci piace pensare che il sentiero sia la scuola, la formazione, ciò che mette in cammino i ragazzi. Come in montagna, sul sentiero si incontrano segnavia per non smarrirsi, si fa fatica, si suda, ma si tiene lo sguardo fisso alla meta. I nostri ragazzi stanno camminando bene e ne siamo orgogliosi”.




