A Marola gli Esercizi spirituali dei vescovi dell’Emilia-Romagna
Le Beatitudini, una felicità possibile
Dal 22 al 26 giugno vescovi e arcivescovi dell’Emilia – Romagna hanno riflettuto sul tema “Le Beatitudini: una felicità possibile” nel corso della venticinquesima settimana di Esercizi spirituali presso il Centro diocesano di spiritualità e cultura di Marola nell’Appennino reggiano.
L’Arcivescovo Giacomo Morandi, vescovo di Reggio Emilia – Guastalla e presidente della Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna ha invitato come predicatore don Claudio Doglio, biblista della Diocesi di Savona-Noli. “La felicità annunciata dalle Beatitudini si identifica con la persona stessa di Gesù. È lui la presenza di Dio che consola”, ha detto don Doglio. “A noi è chiesto di riconoscere che, anche nelle difficoltà, il Signore Gesù è presente nella vita dei Suoi discepoli e, offrendo questa consolazione, ci dà la possibilità di affrontare anche le situazioni difficili”. Riflettendo sulle Beatitudini don Doglio ha individuato la mitezza come la beatitudine che la Chiesa fatica di più a vivere e a predicare. Nel tempo della forza e delle contrapposizioni, ha riflettuto il presbitero ligure, la Chiesa è chiamata a testimoniare la mitezza annunciata dal Risorto: “Gesù parla di una terra data in eredità e non conquistata, ha chiarito il biblista.
“Presentare il Vangelo con disarmata mitezza credo che sia ciò che affascina e conquista oggi le persone oggi”. La settimana di spiritualità è trascorsa in un clima di fraternità scandito dalle meditazioni di don Claudio, dalla preghiera e dall’ottima cucina emiliana del Centro di spiritualità che sorge accanto alla millenaria Abbazia matildica di Marola. Nel pomeriggio di venerdì 26 giugno, i vescovi si sono riuniti in Assemblea a conclusione della settimana trascorsa insieme. A margine degli Esercizi, il seminarista reggiano Antonio Nicolicchia ha riflettuto sul tema della Beatitudini con monsignor Giacomo Morandi e il cardinale Matteo Zuppi.
“Credo che la cartina tornasole per verificare l’autenticità della nostra sequela sia la comunione – ha detto il vescovo Giacomo – . La comunione nella chiesa, tra le diverse realtà da cui è composta, credo sia il segno inequivocabile che siamo entrati nella logica del Discorso della montagna”.
“Le beatitudini – ha detto monsignor Zuppi – , presentano un mondo capovolto. Il mondo propone di vivere in modo sfacciato, pericoloso, volgare. Afferma la forza, il possesso e l’esibizione come via per ottenere la felicità, ma è una felicità illusoria. Le meditazioni di queste giornate di Esercizi ci hanno ricordato di una felicità che è per noi. Quella che realizza in pienezza la nostra vita ed è esattamente contraria a quella che il mondo, ingannandoci, contrabbanda. Le Beatitudini sono ciò che davvero dà gioia all’uomo”.
Emanuele Borghi




