Nonni e anziani, una giornata da protagonisti
Attualità, Editoriali, Il Settimanale

Pubblicato il

15 Luglio 2026
Editoriale

Nonni e anziani, una giornata da protagonisti

Verso il 26 luglio, giornata dei nonni e degli anziani

di Luigi Lamma

“La dolorosa sensazione di essere dimenticati accomuna purtroppo molte persone, e tra queste non poche sono anziane”, scrive Leone XIV nel messaggio per la VI Giornata mondiale dei nonni e degli anziani che si celebra domenica 26 luglio. A loro, ai nostri nonni e anziani, è dedicato lo speciale all’interno, alle pagine 12 e 13. Certo potrebbe apparire un’attenzione di circostanza, una delle tante giornate a tema che scandiscono l’anno pastorale che tra l’altro cade in piena estate. D’altra parte, anche la narrazione della vita delle nostre comunità pone spesso l’enfasi sui giovani, dove pare che le maggiori energie siano investite nella formazione cristiana dei bambini e degli adolescenti. E’ il segno che di una chiesa che guarda al futuro, proprio e della società, non si può fare altrimenti. Questa è una testimonianza di speranza e di consolazione anche per i nonni e per gli anziani. Occorre però ricordare che nel silenzio e con discrezione esiste una capillare opera di prossimità di cui si fanno carico le parrocchie per vincere “quella dolorosa sensazione di essere dimenticati” a cui fa riferimento il Papa. Visite nelle case ad anziani e ammalati, ministri della Comunione e della consolazione che tengono viva la fede e l’unità nella preghiera.

Poi dove possibile i momenti di socializzazione dove coltivare amicizia e relazioni all’interno della comunità. Quella comunità che fino a poco tempo prima forse è stata servita con qualche incarico o mansione. La cura della chiesa locale per le persone anziane si manifesta poi in modo peculiare con la presenza della Casa del Clero, esperienza ben descritta all’interno e che ora si arricchisce con l’attività della CRA Santa Chiara di cui si parlerà sul prossimo numero. Se da un lato la realtà non va nascosta, nelle case “dove regna la solitudine” e nei luoghi di ricovero dove “la singolarità di ogni persona rischia di essere ridotta al numero del suo letto o alla sua patologia”, dall’altro c’è una rete di prossimità che insieme all’impegno del welfare pubblico garantisce dignità alle persone anziane. Poi da Leone XIV arrivano due esortazioni: la prima rivolta ai giovani con l’invito a “riprendere la bella abitudine di visitare i propri nonni, gli anziani della famiglia, e anche coloro che non ricevono alcuna visita”; la seconda è per gli anziani stessi, in “questo tempo, segnato in maniera così dura dalla violenza bellica e sociale” a loro il Papa chiede di unirsi “nel pregare con insistenza perché giunga presto la pace nel mondo intero”.

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