Lions Mirandola, il vescovo Castellucci insignito del Melvin Jones Fellow
Il Melvin Jones Fellow, massima onorificenza della Lions Clubs International Foundation, è stato assegnato dal Lions Club Mirandola al vescovo Erio Castellucci, che nel corso della serata di lunedì 8 giugno ha tenuto la riflessione dal titolo “San Francesco imprenditore”
di Virginia Panzani
Da sinistra Nunzio Borelli, mons. Erio Castellucci, Enzo Ragazzi
Il Lions Club Mirandola ha insignito il vescovo Erio Castellucci del Melvin Jones Fellow, massima onorificenza concessa dalla Lions Clubs International Foundation, nel corso della serata di lunedì 8 giugno, presso “La Cantina” a Medolla. A consegnare l’attestato a mons. Castellucci, il presidente del Lions Mirandola, Enzo Ragazzi, mentre al socio Nunzio Borelli è stato affidato il compito di redigere e di leggere la laudatio. Presenti, oltre ai membri del Club e ai loro ospiti, i parroci di Mirandola e di Medolla, don Fabio Barbieri e don Emilio Bernardoni, l’economo della Diocesi di Carpi e vicario episcopale per l’area amministrativa, don Flavio Segalina, e Mario Guglielmo Ferrari, incaricato per la ricostruzione post sisma della Diocesi di Modena-Nonantola.
Come ha affermato nella laudatio il dottor Borelli, tracciando il curriculum vitae di mons. Castellucci, il Melvin Jones Fellow è assegnato a don Erio per la straordinaria consonanza del suo pensiero e del suo agire con i valori che animano il Lions Clubs International, in particolare lo spirito di servizio, di fratellanza e di prossimità alle situazioni di sofferenza e di bisogno. In altre parole, ha sottolineato il dottor Borelli, don Erio ha saputo incarnare pienamente il motto che ha scelto come vescovo, quello di essere “collaboratore della gioia” del popolo a lui affidato (“Adiutores gaudii vestri”) tratto dalla Seconda Lettera ai Corinzi di San Paolo.
Con emozione mons. Castellucci ha ricevuto l’onorificenza, esprimendo parole di grande apprezzamento per la preziosa opera svolta dai Lions Club, che ha imparato a conoscere da vicino in questi quasi undici anni di episcopato.
A seguire, il Vescovo, con la capacità oratoria e l’amabilità della narrazione che gli sono proprie, ha proposto una riflessione dal titolo “San Francesco imprenditore”. Un accostamento che di primo acchito potrebbe sembrare azzardato o spiazzante, considerando la scelta di povertà radicale compiuta dal Santo di Assisi, ma che invece appare quanto mai calzante riguardo al suo modo di concepire i beni terreni. Non il male assoluto, bensì un patrimonio che deve essere condiviso con chi è nel bisogno a vantaggio del bene comune. Da qui, poi, nei secoli successivi, lo sviluppo di una vera e propria teoria economica da parte dei discepoli di Francesco – fra cui il “nostro” Bernardino da Siena – e la nascita di esperienze come i Monti di Pietà e forme antesignane di microcredito. Una scuola di pensiero che rivive oggi grazie alla riscoperta portata avanti da economisti quali Stefano Zamagni, Luigino Bruni, Leonardo Becchetti, Mario Magatti.




