Agostino
Attualità, Carpi, Chiesa
Pubblicato il Giugno 23, 2026

Agostino e Gino, il dovere della memoria

Lo storico Fabio Montella ripercorre il brutale assalto fascista in via Giandegola a Quartirolo il 24 giugno 1922, che provocò la morte di Agostino Zanfi e Gino Ognibene, due giovani del locale circolo cattolico. La Messa presieduta da mons. Gildo Manicardi nel luogo dell’aggressione

di Virginia Panzani

Fabio Montella

 

A 104 anni dal loro assassinio, Agostino Zanfi  e Gino Ognibene saranno ricordati nella Santa Messa di suffragio martedì 23 giugno, alle ore 18.30, in via Giandegola 4 a Quartirolo di Carpi, luogo dell’aggressione che causò la morte dei due giovani. La liturgia, resa possibile dalla famiglia Coppi – Papazzoni che ha messo a disposizione l’area di proprietà, sarà presieduta dal vicario generale, monsignor Gildo Manicardi, e animata dalla comunità parrocchiale della Madonna della Neve di Quartirolo.

Un evento di estrema gravità si verificò in via Giandegola a Quartirolo la notte del 24 giugno 1922, come racconta lo storico Fabio Montella, che ha approfonditamente ricostruito la vicenda nel suo libro “Bagliori d’incendio. Conflitti politici a Modena e provincia tra Guerra di Libia e Marcia su Roma” (Modena, Mimesis, 2021). “L’assalto squadrista, che si concluse con l’uccisione di Agostino Zanfi, 16 anni, e il ferimento – seguito da morte – di Gino Ognibene, 15 non ancora compiuti, di Mario Giovanardi, di Vito Pigoni e del suonatore di fisarmonica Giovanni Bettelli, detto Castlein, si colloca nella piena fase di ascesa al potere del fascismo. Pochi mesi dopo, il 28 ottobre, il re consegnò l’Italia nelle mani di Mussolini. L’episodio di Quartirolo è la prova di quale fosse, fin dall’origine, la vera natura del fascismo, che non è stato un movimento che ha ‘deragliato’ per le leggi razziali del 1938 o per l’entrata del Paese nella seconda guerra mondiale, come tenta di far credere oggi qualche nostalgico”.

La domanda sorge allora spontanea: perché colpire questi giovani, che nulla avevano a che fare con le contrapposizioni politiche del tempo? “Si trattò, quasi certamente, di un errore di persona – afferma Montella -. Il vero obiettivo degli squadristi, quella sera, era di dare una lezione a un gruppo di comunisti che, sulla base della segnalazione di un fascista di Quartirolo, stavano festeggiando dopo aver cantato, la sera prima, Bandiera Rossa. In realtà, nella casetta di legno di via Giandegola 4, si trovavano quella sera alcuni giovani del locale circolo cattolico, che avevano organizzato una festa da ballo”.

Continua a leggere sul numero di Notizie in uscita mercoledì 24 giugno.

 

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