Una giornata con il vescovo Vigilio
Una trentina di sacerdoti da Valstagna, paese nativo di mons. Dalla Zuanna, in visita a Carpi
di Andrea Beltrami
È bastata una telefonata di don Sandro De Paoli, avvenuta qualche mese fa, per rinnovare il ponte tra Valstagna e Carpi, legate dalla figura del vescovo Vigilio Federico dalla Zuanna nato nel comune vicentino (diocesi di Padova) nel 1880 e presule della nostra chiesa dal 1941 al 1952 (una delegazione carpigiana era andata a Valstagna nel 2004 in occasione del conferimento della medaglia d’oro al Vescovo). L’infaticabile don Sandro, parroco di Valstagna, coinvolgendo una trentina di confratelli delle diocesi di Padova e Vicenza, interessati e desiderosi di approfondirne gli aspetti, ha pensato ad una giornata carpigiana dedicata al vescovo cappuccino, a settant’anni dalla scomparsa. Lunedì 8 giugno scorso, accompagnati da chi scrive, i sacerdoti veneti, giunti a Carpi in mattinata, hanno iniziato il “pellegrinaggio” con una visita all’episcopio carpigiano, nel quale il vescovo Vigilio ha trascorso gli anni della guerra e quelli seguenti, circondato dalla vicinanza del segretario e dai “familiari”. Anni di sofferenza e di tensione ai quali il nostro ha saputo fare fronte con slancio pastorale e determinazione, salvando vite umane (caso eclatante i sessanta fucilandi di Limidi), intervenendo in situazioni delicate e spinose, consolando animi desiderosi di comprensione e aiuto. Vicino ai sacerdoti, si è speso in prima linea difendendoli e portando avanti i loro progetti (pensiamo a don Zeno con Nomadelfia) intrecciando rapporti diplomatici e amicali per il bene dei suoi “figli”.
Intelligente, colto e diplomaticamente portato, oratore e predicatore ricercato, il vescovo ha saputo impiegare i talenti che il Signore gli aveva donato mettendoli a ser vizio della Chiesa, dei sacerdoti e dei fratelli. Alcuni cimeli esposti, lettere, giornali, fotografie e atti ufficiali hanno raccontato la vita e la storia del presule, la sua scrivania, conservata in archivio, ha ribadito la sua semplicità francescana e l’essenza della concretez-za. Ci siamo, poi, spostati in cattedrale per un momento di preghiera sulla tomba del vescovo Vigilio guidato dal vicario generale, monsignor Gildo Manicardi. La presenza in duomo di monsignor Rino Bottecchi ha aiutato tutti noi ad approfondire la figura di Dalla Zuanna attraverso una diretta testimonianza di don Rino che, avendolo conosciuto personalmente, ci ha riferito episodi e descrizioni di prima mano. Sosta per il pranzo nella parrocchia di Santa Croce che gentilmente ci ha ospitati preparandoci un gradito momento culinario con specialità locali, molto apprezzate dai sacerdoti, permettendoci pure una convivialità che ha saldato l’amicizia e la conoscenza reciproca. Fedeli alla tabella di marcia, ci siamo trasferiti al Campo di Concentramento di Fossoli dove due guide esperte ci hanno condotto in una interessante visita. Scorrendo le fotografie esposte in una delle baracche, si notava il vescovo Vigilio in visita al Campo.
L’occasione rimandava agli episodi di Limidi e di Cibeno ma anche all’assassinio del parroco locale don Francesco Venturelli, evento che scosse la già provata persona del vescovo. La guida ha ricordato la presenza nel campo del beato Odoardo Focherini, Primo Levi, Teresio Olivelli unitamente alle tante persone e famiglie partite per i luoghi della deportazione e della morte. La giornata si è conclusa, passando per Limidi dove abbiamo solo intravisto il muro al quale erano schierati i salvati dal vescovo, a Nonantola, dove, guidati dal parroco don Alberto Zironi, abbiamo apprezzato e ammirato lo splendido museo Benedettino e diocesano d’arte sacra, ricco di tesori e di opere significative. È seguita la celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Lorenzo Mocellin che ha raccolto il gruppo attorno alla mensa eucaristica per ringraziare il Signore. Ritornati a Carpi ci siamo salutati arricchiti da una bella esperienza, vissuta in amicizia, ricordando il vescovo Vigilio attraverso i luoghi da lui frequentati. Grazie al lavoro di don Sandro e la partecipazione dei confratelli il “pellegrinaggio” è riuscito a suscitare emozioni e condivisioni, ad approfondire legami e conoscenze, a fare memoria di un presule e della storia che non dobbiamo dimenticare. Nel congedarci, la promessa di mantenere attivo questo collegamento che ha permesso di ricordare assieme il caro e indimenticato vescovo.




