Modena: apre la bottega per i tortellini fatti a mano dai detenuti del Sant’Anna
La pasta fresca è prodotta grazie ad un progetto della cooperativa sociale Eortè di Limidi di Soliera
Cooperativa Eortè Bottega Pasta
Apre a Modena la bottega che venderà i tortellini, tortelloni, tortelli e ravioli fatti a mano dai detenuti del carcere S. Anna.
Il negozio, che si trova in viale Buon Pastore 205, viene inaugurato domani – sabato 4 luglio.
Nel periodo estivo è accessibile al pubblico dal martedì al sabato dalle 8:30 alle 13:30 (domenica e lunedì chiuso).
La pasta fresca, ripiena e non, è prodotta artigianalmente nel laboratorio gastronomico Sant’Anna attivo dal 2 maggio 2024 nella casa circondariale di Modena grazie a un progetto della cooperativa sociale Eortè di Limidi di Soliera (aderente a Confcooperative Terre d’Emilia).
«Il laboratorio è nato per unire qualità artigianale, formazione professionale e opportunità concrete di reinserimento lavorativo per le persone che vivono nel carcere – afferma la direttrice di Eortè Valentina Pepe – Da quando è in funzione ha dato lavoro a dieci persone. Attualmente occupa cinque persone: tre tirocinanti in formazione lavoro e due assunti, remunerati direttamente dalla nostra cooperativa. È in programma un incremento della produzione (fino al 50% in più dei volumi attuali) che, dopo un adeguato percorso di formazione, ci permetterà di assumere altri due detenuti entro la fine del 2026».
I tortellini e altri prodotti di pasta fresca marchiati Sant’Anna sono già conosciuti da realtà del territorio come i Gas (gruppi di acquisto solidale), empori solidali, feste di partito, aziende (Tetrapak ha creato un portale web per raccogliere gli ordini tra i suoi dipendenti), mercato contadino di Carpi, ristoranti e tavole calde, gastronomie e macellerie.
L’apertura del negozio, sostenuta da Fondazione di Modena e Unicredit nell’ambito del concorso “Make Your Impact”, rappresenta un passaggio ulteriore nello sviluppo del laboratorio: da un lato rafforza la rete commerciale contribuendo alla sostenibilità del progetto nel medio periodo, dall’altro lo consolida mettendo insieme qualità del prodotto, lavoro e legame con la comunità. «In futuro – aggiunge Pepe – il negozio potrebbe rappresentare una soluzione di impiego anche per persone che usciranno da un percorso con noi all’interno del carcere o in alternativa alla detenzione».
Ricordando che il lavoro è uno strumento fondamentale per assolvere la funziona rieducativa prevista dall’art. 27 della Costituzione, Eortè cerca di trasformare i tempi morti della detenzione in competenza lavorativa, crescita personale e autostima spendibili anche all’interno di un luogo complesso come il carcere.
«Il progetto ha molteplici obiettivi – ricorda la direttrice della cooperativa – Innanzitutto, offrire ai detenuti del S. Anna un’opportunità di crescita personale e riabilitazione attraverso il lavoro. In secondo luogo, creare una rete sociale che permetta di ridurre al minimo il rischio di recidiva (che significa “ricaduta nel reato”).
In Italia circa due terzi delle persone che scontano una pena in carcere tornano a delinquere una volta tornate in libertà. Il tasso di recidiva crolla al 2% tra i detenuti che hanno la possibilità di lavorare, sia dentro che fuori dal carcere.
I detenuti selezionati per lavorare nel laboratorio gastronomico sono stati da noi formati e hanno imparato un mestiere in vista della fine pena.
Noi speriamo di assumere ogni anno sempre più detenuti, per dare una chance a un numero sempre maggiore di persone», conclude Valentina Pepe.




