Il
In punta di spillo
Pubblicato il Luglio 3, 2026

Il pericolo di portare anche dentro alla Chiesa logiche di partito

In punta di spillo, una rubrica a cura di Bruno Fasani

Joseph Ratzinger, molto tempo fa, in una delle sue analisi profetiche, parlò del paganesimo che sarebbe arrivato fin dentro la Chiesa. Disse che quello sarebbe stato il tarlo che l’avrebbe erosa dall’interno. I nemici non sarebbero stati fuori, a contestarla e deriderla. No, dentro. Lentamente sarebbe diventata una realtà non più formata da cristiani convertiti dal paganesimo, ma cristiani, di nome e formalmente tali, diventati pagani. Egli attribuiva questo processo a due fattori particolari. Il primo consistente nel ridurre la Chiesa a luogo dei valori e non più della fede. Pace, giustizia, libertà, diritti umani… cioè considerazioni condivisibili dalle menti più sensibili, ma di fatto fondate sulla sola ragione, il buon senso e le aspirazioni di una società desiderosa di puntare in alto nella civiltà. Senza rendersene conto si sarebbe finito per escludere dall’orizzonte della fede Dio, Gesù Cristo, i sacramenti, i principi morali quando in contrasto col politicamente corretto. Scriveva infatti Ratzinger: «L’uomo di oggi può dare per scontato che le persone che incontra abbiano un certificato di battesimo, ma non una convinzione cristiana».

Il secondo fattore profetizzato dal grande teologo risultava ancora più inquietante. Il pericolo era quello di fare della Chiesa una specie di partito, dove le proprie ragioni, le aspettative sociali e politiche avrebbero finito per prendere il sopravvento sulla Parola di Dio e il suo progetto di salvezza del mondo. Come dire, amo la Chiesa se la pensa come me, ma solo se si sintonizza con il mio sentire politico e sociale. Pian piano, essa avrebbe smesso di essere la fraternità voluta da Gesù, dove invocare il suo regno e la sua volontà, per diventare invece la Chiesa degli uomini, il luogo delle più diverse aspettative mondane e, talvolta, anche lo strumento per obiettivi di potere e orizzonti del tutto estranei alle logiche del regno di Dio. Una Chiesa di cui servirsi, fatta di correnti e antagonismi, di cordate pronte alle lodi quando percepita in sintonia di ideali, salvo contestarla quando difforme dai propri gusti. Una visione di Chiesa soggetta a profonde divisioni al suo interno, visto che i gusti e gli orientamenti culturali, politici ed ideologici sono molto diversi e spesso in profondo contrasto tra loro.

Non è il caso di indulgere al pessimismo. Nella Chiesa, come sempre nella storia della rivelazione, è spesso l’azione di pochi e soprattutto sotto la guida dei santi che si invertono rotte pericolose, a prova che è sempre Gesù Cristo a tenere il timone della barca. Ma questo non deve farci chiudere gli occhi sulle contraddizioni che spesso si respirano anche nelle piccole cose quotidiane. Basta un parroco amico del sindaco per alienargli l’opposizione o la fotografia di un vescovo accanto all’associazione partigiani per scornacchiarlo sui giornali d’Italia, da parte di sedicenti cattolici padroni della verità. Come se il vangelo non ci parlasse di amore per i nemici, di Gesù che entra nella casa di peccatori e avvicinava donne di malaffare, di malati dell’animo bisognosi del medico dello spirito e di pecore perdute da cercare in ogni dove. A meno di non fare della Chiesa un partito o poco più.

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