Quattro mesi di attività alla CRA Santa Chiara
Intervista a don Riccardo Paltrinieri, rettore del Seminario, e alla coordinatrice Adelaide Romano
di Virginia Panzani
A quasi quattro mesi dall’inizio dell’attività – lo scorso 1° aprile – la CRA (Casa Residenza Anziani) Santa Chiara nei locali del Seminario Vescovile a Carpi ha raggiunto il livello massimo di accoglienza, con 47 ospiti. Frutto di un progetto costruito nel tempo, la struttura è gestita dal Seminario Vescovile, attraverso un Ente Terzo Settore (ETS), ed è di fatto un ampliamento della Casa del Clero, che da decenni assiste preti e laici anziani: l’attenzione e la cura verso i fragili è l’elemento che ha caratterizzato e, per così dire, modellato la storia dell’ente.
“L’ETS del Seminario spiega il rettore, don Riccardo Paltrinieri – è organizzato con un Consiglio di Amministrazione che si occupa del sistema di gestione, e un coordinamento tecnico che si fa carico della programmazione. Attorno a loro è stata costituita un’equipe multiprofessionale responsabile dell’assistenza. Vanno poi ricordati tutti gli operatori e i volontari, vero e proprio corpo di lavoro, insieme ai quali riusciamo a far fronte ad ogni esigenza degli ospiti”. Coordinatrice della struttura è la dottoressa Adelaide Romano.
La scelta del nome e il legame con le Sorelle Clarisse
Innanzitutto, è significativo evidenziare la scelta del nome dato alla Casa Residenza, come spiega don Riccardo Paltrinieri: “Santa Chiara, in realtà, è il nome abbreviato, quello completo è ‘Santa Chiara della Casa del Clero’. Ci abbiamo messo un po’ di tempo, ma non appena è nata l’intuizione non abbiamo avuto più dubbi. La scelta di questo nome rappresenta la stretta e storica amicizia tra la Casa del Clero e il monastero di Santa Chiara, collocato esattamente dall’altra parte di Corso Fanti.




