Sagra di Cortile, Messa presieduta dal vescovo Monari
Domenica 2 agosto, la parrocchia di Cortile di Carpi ha celebrato San Luigi Gonzaga, a cui è intitolata la Sagra estiva. La Messa è stata presieduta da monsignor Luciano Monari, vescovo emerito di Brescia e amico del parroco di Cortile, don Carlo Truzzi
di Virginia Panzani
Monsignor Luciano Monari e don Carlo Truzzi
Nell’ambito della Sagra parrocchiale, la comunità di Cortile di Carpi si è riunita nella mattinata di domenica 2 agosto per celebrare San Luigi Gonzaga, a cui è intitolata la Sagra stessa. Innanzitutto, si è tenuta la tradizionale processione con la statua del Santo lungo le vie del paese, guidata dal parroco don Carlo Truzzi. A seguire, la concelebrazione eucaristica presieduta da monsignor Luciano Monari, vescovo emerito di Brescia – e in precedenza vescovo di Piacenza-Bobbio – coadiuvato all’altare dallo stesso don Truzzi. Quest’ultimo e “don Luciano” sono legati da una lunga amicizia, nata quando entrambi insegnavano presso lo Studio Teologico Interdiocesano di Reggio Emilia. Da segnalare che la Messa è stata celebrata in suffragio dell’indimenticato don Benito Poltronieri, parroco di Cortile per 46 anni, che il Signore ha chiamato a sé nel febbraio scorso.
Nell’omelia, commentando il Vangelo proprio della festa di San Luigi, monsignor Monari ha osservato come il giovane Santo gesuita sia ricordato e venerato per ideali di austerità e di purezza che sono agli antipodi dei modelli della nostra cultura attuale. “Nella logica del mondo, che cerca il successo, il denaro e il potere, una figura come San Luigi viene considerata oggi di poco conto – ha osservato -. Al contrario, per noi egli possiede un valore immenso, poiché la prospettiva cristiana ci chiama ad accumulare ‘tesori in cielo’”. Nato nella nobile famiglia dei Gonzaga di Castiglione delle Stiviere, ha aggiunto, “Luigi avrebbe potuto disporre di ogni bene, ma ha scelto di rinunciare a tutto perché aveva trovato qualcosa di infinitamente più grande e prezioso”.
In questa luce, il Vangelo della giornata ci dice: guarda dentro te stesso quali sono tuoi desideri e vedrai la tua immagine allo specchio. “Nella vita ci sono tante aspirazioni, anche importanti, ma per chi si professa davvero cristiano, al di là di tutto c’è il compimento di ciò che è essenziale davanti a Dio – ha sottolineato monsignor Monari -. Si tratta della ricerca costante di ciò che è in grado di migliorare la vita di se stessi e quella degli altri, edificando una civiltà fondata sulla giustizia e sulla fraternità”. Il problema fondamentale, dunque, ha ribadito, “non risiede nell’atto di desiderare in sé, quanto piuttosto nel rischio di fermarsi a desiderare cose da poco. Se si cerca invece di spendere l’esistenza nel compiere la volontà di Dio, che coincide sempre con il bene per ciascuno e per l’intera comunità, allora ci si ritrova in sintonia con il Signore”.
Proseguendo nella riflessione sul valore dell’introspezione, monsignor Monari ha spiegato come l’egocentrismo sia uno sguardo deformante sulla realtà, poiché “spinge a giudicare il prossimo unicamente in base ai vantaggi personali che se ne potrebbero ricavare, si pensi ai followers per gli influencer di oggi”. E ancora, ha proseguito, “spesso si finisce per valutare gli altri secondo l’interesse del gruppo di cui si fa parte: in questo non vi è alcuna ricerca della verità, bensì la sola logica di vincere una battaglia contro l’avversario. L’ambito politico attuale, con l’alterazione di parole e fatti ce ne offre frequentemente una triste dimostrazione”.
Ecco allora, in conclusione, l’invito del vescovo Monari a “chiedere al Signore di darci un occhio pulito, proprio come lo ebbe San Luigi: uno sguardo attento e rispettoso della realtà altrui. Perché, come ci dice Gesù, ‘beati sono i puri di cuore, perché vedranno Dio’ e ‘beati coloro che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati’”.
Monsignor Luciano Monari
Dal Vangelo proclamato durante la Messa a Cortile (Mt 6, 19-23)
“Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano. Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.
La lampada del corpo è l’occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!”.
Processione con la statua di San Luigi




