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3 Agosto 2026Carpi. Grande festa per il 25° di sacerdozio di padre Celestin
Dalla messa in San Nicolò al pranzo in San Francesco comunità in festa per il loro parroco
La gioia delle comunità parrocchiali di San Francesco e di San Nicolò insieme a quella di confratelli e amici provenienti da varie parti d’Italia hanno reso davvero speciale la festa per il 25° anniversario di ordinazione sacerdotale del parroco padre Celestin Ngalamulume che si è svolta domenica 2 agosto a Carpi. Suoni e ritmi d’Africa hanno connotato prima la celebrazione eucaristica nel tempio di San Nicolò e poi sono letteralmente esplosi in canti e balli al termine del pranzo allestito con grande cura nel cortile della parrocchia di San Francesco. Una nutrita delegazione di dieci confratelli della congregazione dei Missionari Servi dei Poveri si è stretta attorno a padre Celestin nella celebrazione dell’eucarestia mentre una corale africana si è unita al coro parrocchiale. Clima gioioso e di grande raccoglimento nel ricordare questa tappa importante del “sì per sempre” di padre Celestin che si rinnova ogni giorno nella fedeltà alla vocazione di servire Dio e i fratelli.
Di seguito una sintesi dell’omelia di padre Gerard per ricordare il suo confratello padre Celestin.
Carissimi fratelli e sorelle, celebrando quest’oggi il venticinquesimo del sacerdozio di P. Celestin, facciamo innanzitutto memoria dell’iniziativa prima del Padre che da sempre sceglie chi egli vuole per compiere il suo disegno di salvezza. E’ lui il protagonista di questo amore dal quale nulla non potrà mai separarci; rivelato in maniera piena in Gesù di Nazareth. L’amore del Padre viene simboleggiato nella prima lettura con l’immagine del banchetto nel quale si può mangiare e bere a sazietà anche senza denaro. Quindi è dato a tutti anche a chi non lo merita. Oggi lo siamo esaltando perché Egli non lo ha tenuto nascosto, ma lo ha dimostrato a Padre Celestin, scegliendolo per il ministero sacerdotale. Lo ha chiamato e scelto per amore. Con questo atto di benevolenza lo ha legato a sè in eterno. Così ogni sacerdote viene coinvolto come partecipante intimo al disegno divino di dare ad ogni cuore ciò che davvero nutre la fame e la sete dell’uomo: il pane del Vangelo. Il suo essere in mezzo al popolo di Dio è legato a questa compassione di Dio nei confronti degli uomini che nutre e guida ai pascoli della vita. Il sacerdote ci ricorda sempre che ciò che porta alla sazietà nostra e quella degli altri è ciò che di noi e dentro di noi viene messo alla disposizione della vita degli altri. La sazietà, dunque, non può che essere frutto e segno della compassione che ci rende fratelli. Essa non viene soltanto dal dono delle cose ma soprattutto di sè stesso. Questo il senso della gioia di questo dono che riceviamo oggi dal Signore. Possa questa nostra azione di grazie esaltare pienamente il Signore per tutti i benefici concessi a Padre Celestin e gratificare quanti hanno partecipato alla crescita di questo seme. Possa infine il suo cammino proseguire rispondendo alla chiamata del Signore nella sua vigna e continuare a governare il suo ministero.




