L’utilità dei vaccini e le teorie aberranti di certa antiscienza
In punta di spillo

Pubblicato il

25 Agosto 2026

L’utilità dei vaccini e le teorie aberranti di certa antiscienza

In punta di spillo, una rubrica a cura di Bruno Fasani

Non so se il nome di Anthony Fauci vi dica qualcosa, anche se la sua vicenda è tornata prepotentemente alla ribalta, da quando Trump ha deciso che lo vorrebbe in galera. Fauci, lo ricordo brevemente, è il virologo di fama mondiale che ha gestito il Covid-19 diventando punto di riferimento nella scelta delle profilassi adottate nei vari Paesi del mondo. Sua l’insistenza sulla necessità dei vaccini, sull’uso delle mascherine, sulle restrizioni ambientali per evitare promiscuità e contagi. Era allora presidente Donald Trump, il quale si legò al dito quelle scelte, promettendo vendetta. Le considerò un affronto personale. Alle sue convinzioni secondo le quali il virus se ne sarebbe andato da solo com’era venuto o, al massimo, curandolo con medicine anti malaria, Fauci rispondeva con i vaccini. Al presidente che chiedeva liberi tutti per non rallentare i consumi, il medico chiedeva mascherine e lockdown dentro casa. A Trump che sentenziava con la competenza con cui io potrei parlarvi di ostetricia, cioè facendo la figura del pirla, Fauci gli rubava la scena, in nome della competente credibilità. Fu un momento importante in cui la scienza parlò al mondo, contestando l’antiscienza.

Ora il presidente ha tirato fuori il rancore covato nei confronti di Fauci, per contestargli l’operato e soprattutto per obbligarlo a dire quanto sapesse sul laboratorio cinese di Wuhan. C’entravano davvero i pipistrelli oppure erano stati i servizi segreti americani a potenziare la pericolosità del virus? Fuori la verità. Ai toni perentori di Trump e del Congresso americano, Fauci ha risposto con l’orgoglio del silenzio e la dignità di uno scienziato ferito. Poteva sembrare ai più la sconfitta di un vecchio, tanto più che, in contemporanea, riprendevano quota le teorie dell’antiscienza, quella che ha visto nei vaccini la truffa del secolo. Una tentazione di giudizio che comunque sembra aver ripreso  fiato anche dalle nostre parti.

Recentemente il presidente dei medici cattolici di Verona, parlando della gestione del Covid, scrive alla Federazione nazionale, all’Ordine dei chirurghi e odontoiatri di Verona e a tutti gli organismi responsabili del settore le seguenti affermazioni, che vi riporto virgolettate. «Come medici cattolici ci corre obbligo farvi presente che i tanti peccati da voi commessi sono tutti di tipo “mortale” e pure tra i più gravi, per cui non vi è dubbio alcuno che la vostra anima ben difficilmente si salverà… Siete arrivati a trasformare voi stessi e gli Ordini in autentici persecutori, al di fuori di ogni canone della scienza, della giurisprudenza e della deontologia… e avete chiamato scienza tutto ciò che era crimine».

In attesa di conoscere le decisioni di Dio, una cosa dovrebbe comunque essere chiara: la fede non autorizza nessuno a sostituire le proprie convinzioni personali alle conoscenze scientifiche consolidate, né a trasformare il dissenso in una condanna morale di chi ha responsabilmente esercitato la propria professione. La scienza può essere discussa, verificata e continuamente aggiornata; ciò che non può essere accettato è la sua sistematica delegittimazione quando le sue conclusioni non coincidono con le proprie convinzioni. Anche per un medico cattolico, il rispetto della verità, della competenza scientifica e della dignità delle persone dovrebbe venire prima di ogni contrapposizione ideologica.”

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