Sanità, ipotesi di trasferimento per l’Ufa del Ramazzini: Fratelli d’Italia interroga la Regione
Attualità, Carpi, Territorio

Pubblicato il

9 Settembre 2026

Sanità, ipotesi di trasferimento per l’Ufa del Ramazzini: Fratelli d’Italia interroga la Regione

Al centro dei timori c’è il futuro dell’Unità Farmaci Antiblastici dell'ospedale di Carpi

Annalisa Arletti

L’Unità Farmaci Antiblastici (Ufa) dell’Ospedale Ramazzini di Carpi finisce al centro di un’interpellanza in Regione. A sollevare il caso sono i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Annalisa Arletti e Ferdinando Pulitanò, che hanno acceso i riflettori su indiscrezioni e progetti relativi a un possibile trasferimento delle attività dell’Ufa carpigiana verso l’Ospedale Civile di Baggiovara. “Il servizio rappresenta un tassello altamente qualificato per la preparazione dei trattamenti destinati alle terapie oncologiche. Inoltre,la struttura di Carpi si fa carico anche dell’allestimento e del confezionamento delle terapie per gli studi clinici dei pazienti del Centro Oncologico Modenese (Com) dell’AOU di Modena, un’attività che in passato era stata progressivamente spostata al Ramazzini proprio a causa del venir meno di adeguate caratteristiche strutturali e organizzative al Policlinico”.

“Vogliamo capire se esista un progetto concreto e quali siano le motivazioni alla base di un’eventuale ipotesi di trasferimento”, spiegano i consiglieri Arletti e Pulitanò, sottolineando la necessità di comprendere le ragioni “di carattere sanitario, tecnico, organizzativo ed economico” che spingerebbero a spostare l’attività in una struttura che “non è dotata di un reparto di Oncologia né di un Day Hospital oncologico”.

Nel mirino vi è il rischio di vanificare le risorse pubbliche già impiegate: i consiglieri chiedono infatti se sia stata condotta un’analisi costi-benefici dettagliata rispetto a un’alternativa basata sul “potenziamento dell’Ufa di Carpi, attraverso l’installazione di ulteriori cappe di preparazione e l’incremento del personale tecnico, così da evitare eventuali duplicazioni di strutture, investimenti e costi”.

La richiesta conclusiva rivolta all’esecutivo regionale è quella di intervenire affinché qualsiasi decisione futura sia assunta “esclusivamente sulla base di evidenze tecniche, sanitarie ed economiche documentate, garantendo al contempo la sicurezza dei pazienti, la qualità delle attività oncologiche e la tutela del personale”.

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