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15 Settembre 2026L’anomalia idrica: dalla siccità alle alluvioni (2022-2024)
Già nel 2022 il Po toccava il minimo da due secoli e il Secchia era un filo d’acqua tra la sabbia
di Daniele Losi
Chi è passato sul ponte del Secchia, nell’estate del 2022, ha visto una cosa che non si dimentica: il fiume non c’era quasi più. Al posto dell’acqua, una distesa di ghiaia, un filo d’acqua che cercava la strada nel nulla. Poco più a nord il Po segnava la portata più bassa da oltre due secoli. Sembrava la fotografia di una pianura che si stava prosciugando.
Pochi mesi dopo, la stessa terra raccontava l’esatto contrario. Nel maggio 2023 l’Emilia-Romagna finiva sott’acqua: argini rotti, paesi allagati, migliaia di frane. Diciassette morti, oltre trentaseimila sfollati. Lo stesso anno, quasi lo stesso territorio: prima l’acqua che manca, poi l’acqua che travolge.
Non è una contraddizione, spiega Aldo Meschiari, divulgatore ambientale: «Siccità e alluvioni sono le due facce della stessa medaglia». Per capirlo bisogna mettere da parte un’idea che ci portiamo dietro da sempre — che «più caldo» voglia dire solo «più secco» — e ragionare, dice, «da un concetto fisico: se il calore è energia, anche l’umidità lo è».




