Ospedale di Mirandola, inaugurato il nuovo ambulatorio chirurgico multidisciplinare
Attualità, Mirandola

Pubblicato il

23 Settembre 2026

Ospedale di Mirandola, inaugurato il nuovo ambulatorio chirurgico multidisciplinare

Inaugurato il nuovo ambulatorio chirurgico multidisciplinare all’Ospedale di Mirandola, che accresce la capacità chirurgica ad alto volume del Santa Maria Bianca. Già operativa la Ginecologia, si aggiungeranno Dermatologia e Chirurgia generale

Un nuovo spazio per aumentare la capacità di risposta dell’Ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola e sviluppare ulteriormente le attività chirurgiche programmate ad alto volume. È il nuovo ambulatorio chirurgico multidisciplinare attivato a Mirandola, che dopo il primo mese di attività entra ora a pieno titolo nella rete del sistema integrato Nord modenese. L’inaugurazione nella mattina di mercoledì 23 settembre: il direttore generale dell’Ausl di Modena Mattia Altini, insieme alla direttrice sanitaria del Santa Maria Bianca Anna Manduchi e ai professionisti sanitari impegnati nell’attività, ha guidato la visita all’ambulatorio accompagnando il sindaco di Mirandola Letizia Budri e i sindaci dell’Unione dei Comuni Modenesi Area Nord.

L’ambulatorio nasce con un obiettivo preciso: mettere a disposizione delle diverse équipe uno spazio dedicato, organizzato per accogliere attività chirurgiche programmabili, favorendo un utilizzo condiviso delle risorse e una maggiore flessibilità nell’organizzazione dei percorsi, dando così risposte a diverse necessità di salute a circa 50 pazienti al mese.

In questa prima fase l’attività prevalente è quella della Ginecologia, diretta dal dottor Alessandro Ferrari, con particolare riferimento alla diagnostica operativa. Nel nuovo spazio vengono eseguite soprattutto isteroscopie e colposcopie, procedure importanti per la diagnosi precoce e, in alcuni casi, per il trattamento di alterazioni dell’utero e del collo dell’utero, consentendo di intervenire tempestivamente e, quando possibile, con approcci conservativi, evitando interventi chirurgici più invasivi. Complessivamente sono quasi 800 ogni anno le procedure di questo tipo effettuate a Mirandola, con un aumento stimato in particolare delle isteroscopie di circa il 50%.

“La Ginecologia di Mirandola – spiega il dottor Alessandro Ferrari – è sempre stata un centro di eccellenza per le procedure ambulatoriali sia diagnostiche che operative, in particolare per la diagnosi preventiva e il trattamento delle patologie preneoplastiche del collo dell’utero e della patologia endometriale. Negli anni, il team di lavoro medico e ostetrico che si occupa di questa attività si è sempre più specializzato all’approccio ambulatoriale. Oggi, la disponibilità di un ampio ambulatorio chirurgico dotato di aree di accoglienza e recovery è funzionale all’organizzazione ottimale dei tempi e degli spazi di attesa delle pazienti, inoltre ci consente l’utilizzo di un più ampio ventaglio di tecniche analgesiche, rendendo più sostenibile ogni procedura operativa e riducendo l’accesso alla sala operatoria. Questo ambulatorio, quindi, è il fulcro di una maggiore operatività chirurgica ambulatoriale grazie al pieno utilizzo della strumentazione mini invasiva di cui siamo dotati. L’ambulatorio è inoltre tassello fondamentale per l’umanizzazione del delicato percorso chirurgico ginecologico ambulatoriale grazie ad una maggiore attenzione nei confronti delle donne in ogni momento della procedura, dall’accoglienza, al rispetto della privacy fino alla meticolosa gestione del potenziale discomfort. Infine, la possibilità di disporre di uno spazio dedicato è importante non solo dal punto di vista assistenziale, ma anche formativo. La nostra attività rappresenta infatti una piattaforma particolarmente interessante per la formazione degli specializzandi, all’interno della collaborazione con l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia”.

Nelle prossime settimane il nuovo spazio sarà utilizzato anche dalla Dermatologia, per attività come la rimozione di nevi e cisti, e dalla Chirurgia generale, diretta dal dottor Stefano Sassi, per il trattamento di lesioni cutanee. L’organizzazione è stata pensata fin dall’inizio per consentire l’ampliamento delle attività: nei prossimi mesi è previsto il coinvolgimento anche dell’Oculistica.

“L’utilizzo di questo spazio di chirurgia ambulatoriale è un esempio concreto di come l’evoluzione della medicina ci consenta oggi di realizzare in questi setting procedure che in passato richiedevano il ricovero e l’utilizzo delle sale operatorie – sottolinea il direttore generale dell’Azienda USL di Modena, Mattia Altini –. Questo permette non solo di semplificare il percorso del paziente, ma anche di liberare spazi e risorse per le attività di media complessità, aumentando la capacità di risposta del sistema ai bisogni dei cittadini. È un modo concreto di generare valore e di utilizzare in maniera sempre più appropriata ed efficiente le risorse del sistema salute modenese”.

“L’attivazione del nuovo ambulatorio chirurgico multidisciplinare – afferma il sindaco di Mirandola Letizia Budri – rappresenta un segnale concreto della volontà di continuare a investire sull’Ospedale Santa Maria Bianca e sul diritto alla salute di un territorio vasto e popoloso come quello dell’Area Nord della Provincia di Modena. Come Amministrazione siamo impegnati a fare quanto è nelle nostre possibilità per contribuire al consolidamento di tutti i servizi presenti e creare le condizioni perché possano ulteriormente svilupparsi. Questo significa anche mettere i professionisti nelle condizioni di esprimere al meglio competenze e capacità che sono riconosciute e apprezzate dalla comunità”.

Tra le prospettive di sviluppo dell’ambulatorio c’è anche l’utilizzo della HR Station, la piattaforma destinata alla chirurgia proctologica ad alta precisione che sarà ospitata proprio all’interno del nuovo spazio.

L’attivazione del nuovo ambulatorio si inserisce nel percorso di sviluppo della rete ospedaliera dell’Area Nord, con l’obiettivo di consolidare a Mirandola attività chirurgiche ad alto volume e favorire una sempre maggiore integrazione tra le diverse discipline. Un modello che consente di ampliare progressivamente l’offerta, mantenendo al centro appropriatezza, efficienza e qualità dei percorsi per i pazienti.

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