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15 Ottobre 2026Pensare insieme la salute: la fatica che fa cittadini
L’assetto dell’organizzazione sanitaria tra Carpi e la Bassa modenese continua a far discutere
di Don Carlo Bellini
Direttore del Servizio di Pastorale Sociale e del Lavoro
Mercoledì 7 ottobre, a Mirandola, centosessanta persone si sono ritrovate a Palazzo Vischi per un’assemblea pubblica dal titolo “Quale ospedale per la nostra comunità?”. L’ha promossa un comitato e alcune associazioni del territorio, e la stampa locale ne ha dato conto nei giorni seguenti. Che se ne scriva è giusto. Ma il fatto in sé è un altro: dei cittadini che dedicano una sera a interrogarsi sul futuro della propria sanità dovrebbe essere la normalità della vita di una comunità, non un’eccezione da raccontare. Il contesto è noto. Il Patto per la sanità pubblica tra Carpi e Mirandola prevede un nuovo ospedale a Carpi, con lavori attesi fino al 2033, e interventi sul Santa Maria Bianca. L’Azienda USL parla di “un unico ospedale su due sedi”. Nella Bassa molti vivono questo passaggio con apprensione, dopo anni in cui il sisma e le riorganizzazioni hanno ridisegnato servizi e reparti. Non spetta a queste righe dire chi abbia ragione. Interessa piuttosto il modo in cui una comunità affronta una questione così grande.




