Pubblicato il
22 Ottobre 2026Comunità nuova – Uniti nella diversità
Don Zuarri e don Bernabei raccontano i primi passi compiuti e le domande che devono animare chi si impegna nel Vicariato
QUI CARPI
“Abbiamo scelto, come assemblea, di darci questo anno per capire come deve funzionare il Vicariato, in cosa si deve impegnare. Il Consiglio vicariale, che ho presentato, ha il compito di capire chi siamo e cosa dobbiamo fare”. Don Andrea Zuarri ha la responsabilità di guidare il Vicariato di Carpi mentre si entra nel vivo dell’anno pastorale ma prima di pensare alle specifiche attività o a singole iniziative congiunte pone una domanda di fondo: “La prima cosa che ci siamo detti, proprio alla prima riunione, è che dobbiamo chiederci continuamente dove noi incontriamo Gesù. Ci siamo visti all’inizio di luglio, cominciava l’estate, e ci siamo detti: guardiamoci attorno e vediamo i segni della sua presenza, cerchiamo di cominciare a guardare noi e tutte le realtà, con questo sguardo. Poi, – prosegue don Zuarri – conseguente alla prima c’è una seconda domanda: dove e come possiamo favorire l’incontro con Gesù per le persone che incontriamo? Al lavoro, a casa, nel tempo libero, andando a giocare a pallone o a vedere la partita al bar… insomma, ovunque siamo. Occorre domandarci che cosa sta cercando, che cosa desidera il cuore di chi ho lì davanti a me, anche se sono in fila alla cassa al supermercato: provare a guardare le persone in questo modo”. Dalle parole di don Andrea si coglie una coerenza con le indicazioni del vescovo Erio per questo anno pastorale, con l’invito a rinnovare il nostro modo di annunciare il Vangelo, a pensare a come instaurare delle relazioni con le persone prima ancora che invitarle a degli incontri.




