Decennale della morte di don Silvano Rettighieri
Attualità, Chiesa, Mirandola, San Possidonio

Pubblicato il

28 Ottobre 2026

Decennale della morte di don Silvano Rettighieri

A dieci anni dalla morte, don Silvano Rettighieri, parroco di Santa Giustina Vigona e di Tramuschio, è stato ricordato da una delegazione mirandolese nella preghiera sulla sua tomba presso il cimitero di San Possidonio

Mercoledì 28 ottobre, una delegazione di Mirandola si è recata al cimitero di San Possidonio per deporre un omaggio floreale sulla tomba di don Silvano Rettighieri, parroco di Santa Giustina Vigona e di Tramuschio, a dieci anni dalla sua morte. Don Gianni Zini ha guidato un momento di preghiera, alla presenza anche di alcuni nipoti del sacerdote.

L’iniziativa è stata promossa da Amici della Consulta, Consulta del Volontariato, Comitato Sala Trionfini, Parrocchie di Santa Maria Maggiore in Mirandola, di Santa Giustina Vigona e di Tramuschio. Per l’occasione è stato distribuito un opuscolo che ripercorre la biografia e il ministero sacerdotale di don Rettighieri.

Mercoledì 28 ottobre e nei giorni precedenti, don Rettighieri è stato ricordato anche nelle Messe di suffragio celebrate a Tramuschio, a Santa Giustina Vigona, nel Duomo di Mirandola e a Novi di Modena.

Nato a San Possidonio il 12 gennaio 1939, in località “Torre”, da Giuseppe e Letizia Pederzoli, Silvano Rettighieri fu battezzato il 12 marzo da don Enrico Bussetti, prevosto di San Possidonio. Cresciuto in una famiglia cristiana ed educato ai principi della fede, entrò in Seminario a Carpi e, completato l’iter di studi, fu ordinato presbitero a San Possidonio il 29 giugno 1964 dal vescovo Artemio Prati; nella stessa mattinata celebrò la prima Messa a Rovereto di Novi, sua parrocchia di adozione.

Ha ricoperto negli anni l’incarico di vicario parrocchiale in varie parrocchie della Diocesi di Carpi. Dall’ottobre 1972, fu a Mirandola dove divenne assistente degli scout, prima nell’Asci e nell’Agi, poi nell’Agesci fino al 1987; di questo periodo don Silvano conservava un piacevole e indelebile ricordo e quando capitava sull’argomento non mancava di sottolineare ai presenti una certa nostalgia per quegli anni trascorsi in mezzo ai giovani. Nel 1992 fu nominato parroco di Santa Giustina Vigona e amministratore parrocchiale di Tramuschio.

“Di carattere schivo e riservato don Silvano manifestava acume ed intelligenza, uniti a umile e pacata indole, che facevano di lui una persona stimata ed apprezzata nel tratto e nel carattere – si legge nell’opuscolo -. Fedele al Signore e alla Chiesa, obbediente ai superiori e ligio nell’esercizio del ministero, a volte eccedeva per scrupolosità e perseveranza, che gli procuravano trepidazione e preoccupazioni; una volta superato il problema ritornava un sorriso sincero ed uno sguardo soddisfatto, il più bel grazie per un aiuto ricevuto. Ci piace ricordare di lui questo delicato modo di accostarsi al prossimo, con quella particolare mitezza che rende tutto più facile e naturale”.

Morì il 28 ottobre 2016, all’ospedale di Baggiovara dove era ricoverato da qualche settimana per una patologia endocrina andata sempre peggiorando. Per suo espresso desiderio, le esequie sono state celebrate presso la parrocchia natale di San Possidonio. La liturgia, nel pomeriggio del 31 ottobre, è stata presieduta dal vescovo di Carpi, monsignor Francesco Cavina, e concelebrata dal vescovo emerito, monsignor Elio Tinti e da monsignor Douglas Regattieri, vescovo di Cesena-Sarsina. Sempre per sua volontà, è stato sepolto accanto ai genitori nel cimitero di San Possidonio.