Vincere la paura di futuro
Editoriali, Il Settimanale, Rubriche

Pubblicato il

6 Ottobre 2021
Editoriale

Vincere la paura di futuro

Ripresa economica, giovani e lavoro

di Edoardo Patriarca, Presidente Associazione nazionale lavoratori anziani (Anla)

 

 

Una valutazione sulla ripresa economica nel dopo-pandemia è stata affrontata anche nella recente riunione del Consiglio permanente della Cei, sono stati rilevati i segnali positivi certo ma, come ha dichiarato il vescovo Castellucci, “a volte gli indicatori economici di ripresa, pur incoraggianti, costituiscono una media, non dicono che qualcuno resta indietro”. In effetti sappiamo che la società del lavoro nel nostro paese si può suddividere in tre fasce: quella dei lavoratori pubblici e di grandi imprese, stabili o relativamente stabili; quella delle piccole imprese e dei lavoratori autonomi, in condizione di precarietà e di fragilità (accentuata dalla pandemia); e l’ultima, quella dei disoccupati e degli inattivi.

Ne ricaviamo che più della metà della popolazione al lavoro vive storie di fatica: la fascia dei lavoratori poveri si amplia sempre di più, troppe persone lavorano per una “paga da fame”, una famiglia su dieci è definita “a bassa intensità lavorativa” e a forte rischio di esclusione sociale. I giovani sono il gruppo sociale che soffre maggiormente le trasformazioni del lavoro: in pochi possono dirsi pienamente inseriti nel mercato del lavoro, spesso si trovano costretti ad accettare posizioni lavorative penalizzanti o addirittura restano fuori dal mercato formale, impigliati nella rete del lavoro nero o dell’inattività forzata.

Come reagire, come vincere la paura di futuro, l’incertezza che prende il cuore di tanti? Come sconfiggere il racconto del “lavoro in negativo” (discriminazione di genere o etnica, lavoro sfruttato, lavoro inconciliabile con la vita, lavoro che da morte, lavoro precario o sommerso)? Rovesciamo questa prospettiva, non per un lavoro purchessia ma per un buon lavoro: il lavoro è bello se crea futuro, se è dignitoso, se riconquista il suo valore sociale, se da senso e significato alla vita delle persone e alla comunità.

Da dove partire? Il lavoro è espressione di un sapere, sempre. Non esistono lavori che possono essere svolti senza un sapere; vale per i lavori ad alta conoscenza e vale per le occupazioni manuali, i mestieri, le professioni artigianali. I cosiddetti “lavori bianchi”, benché implichino saperi, conoscenze, competenze e una certa “maestria”, come il lavoro sociale, culturale e artistico, da tempo sono considerati quasi un non lavoro, nonostante abbiano un’alta “produttività” sociale, culturale e relazionale. I due anni di pandemia ci hanno fatto riscoprire il senso e l’utilità dei lavori, di tutti i lavori, anche di quelli ritenuti “improduttivi”. Occorre promuovere davvero una stagione inventiva, creativa: la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica tanto evocati non vanno contrapposte a cura, bellezza, premura per la comunità.

Se ogni lavoro è sapere, è necessario che istruzione, formazione professionale e ricerca siano parte della stessa filiera: il falegname e l’analista in borsa; l’artigiano e l’ingegnere informatico; l’assistente sociale e il biologo sono lavori che hanno diversi contenuti di conoscenza, ma uguale dignità e importanza. Abbiamo bisogno di una filiera formativa che valorizzi i nuovi mestieri assieme a quelli ad alta intensità di conoscenza, un gioco di squadra, uno sguardo lungo per reggere le trasformazioni che si annunciano, nuovi saperi pratici e competenze, formazione utile e usabile. Il lavoro non lo genera la politica, ma la politica deve fare la sua parte.

Abbiamo pensato di compensare i malfunzionamenti del mercato del lavoro con le politiche passive di sostegno al reddito (la cassa integrazione ad esempio) senza predisporre un sistema di politiche attive capace di far incontrare realmente domanda e offerta di lavoro. L’agenda del Pnrr ci auguriamo aiuti imprese e lavoratori ad aprire una stagione per ripensare il nostro sviluppo, non una modernizzazione selettiva ma una mobilitazione di tutti. Perché nessun processo trasformativo può essere calato dall’alto, il patto evocato da Draghi e dalle parti sociali si stipula a Roma ma si attua nelle comunità, un gioco di squadra in cui ciascuno si sente corresponsabile di un tratto di cammino concordato insieme.

Abbiamo bisogno che tutti escano dalle proprie mura: imprese che comprendono che i beni collettivi come ambiente, salute, qualità della vita, su cui si gioca la prossima Settimana Sociale di Taranto, non sono esternalità rispetto alla propria mission; terzo settore ed enti filantropici capaci di una rinnovata progettazione sociale; le amministrazioni locali che facciano proprio il metodo della coprogettazione e della sussidiarietà circolare.

Zecche: prevenzione e indicazioni per proteggersi
Il Servizio Veterinario dell’Azienda USL di Modena spiega come prevenire le punture e come intervenire in caso di zecca attaccata alla pelle
di Silvia Cabri 

Pubblicato il

21 Agosto 2026
Il Servizio Veterinario dell’Azienda USL di Modena spiega come prevenire le punture e come intervenire in caso di zecca attaccata alla pelle
Papa Leone XIV a San Marino e Montefeltro. Mons. Beneventi: “Dal Titano un messaggio di pace per il mondo ferito”
Alla vigilia della visita pastorale di Papa Leone XIV, il vescovo di San Marino-Montefeltro, mons. Domenico Beneventi, sottolinea il valore ecclesiale e internazionale dell'evento
di Luigi Lamma 

Pubblicato il

21 Agosto 2026
Alla vigilia della visita pastorale di Papa Leone XIV, il vescovo di San Marino-Montefeltro, mons. Domenico Beneventi, sottolinea il valore ecclesiale...
Papa Leone XIV a Rimini. Mons. Anselmi: “Festa di popolo nel segno del Vangelo e dell’accoglienza”
Mons. Nicolò Anselmi racconta al Sir la grande mobilitazione della comunità, l'attenzione ai più fragili, il valore universale dell'evento e l'invito rivolto ai milioni di turisti presenti sulla Riviera
di Luigi Lamma 

Pubblicato il

21 Agosto 2026
Mons. Nicolò Anselmi racconta al Sir la grande mobilitazione della comunità, l'attenzione ai più fragili, il valore universale dell'evento e l'invito ...