Tetto del 30% agli stranieri, il decreto fa discutere
Attualità

Pubblicato il

2 Ottobre 2026

Tetto del 30% agli stranieri, il decreto fa discutere

Randazzo (Cisl): “Nuovi obblighi senza risorse”

di Maria Silvia Cabri

Sta facendo molto discutere il nuovo decreto-legge scuola approvato dal Consiglio dei ministri, con cui il Governo ha introdotto un limite rigido al numero di studenti stranieri che non conoscono bene l’italiano, fissando una soglia massima del 30 per cento degli alunni nelle classi prime di ogni ciclo scolastico (dalle elementari alle superiori). Il provvedimento, fortemente voluto dall’esecutivo e in particolare dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, tocca un nodo delicato dell’integrazione scolastica e prevede inoltre l’obbligo di frequentare corsi di lingua italiana per i genitori stranieri meno alfabetizzati.

Deroghe, paletti e cifre ancora incerte

Peraltro, dietro ai proclami iniziali, il perimetro reale della norma pare ridimensionato da una rete di deroghe ed esenzioni. Il tetto del 30%, che entrerà a regime nell’anno scolastico 2027/2028, non si applicherà a tutti gli studenti con cittadinanza non italiana, ma seguirà criteri molto selettivi: alla primaria riguarderà solo chi non è nato in Italia o non ha frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia; alle medie e superiori escluderà chi è inserito positivamente nel sistema scolastico da almeno tre anni. Inoltre, in sede di stesura sono stati inseriti paletti legati al “rispetto del principio di prossimità”, al domicilio e a comprovate esigenze familiari (come la presenza di figli con disabilità).

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