Al Meucci di Carpi si accende la caldaia a idrogeno
Attualità, Carpi, Territorio
Pubblicato il Gennaio 20, 2023

Al Meucci di Carpi si accende la caldaia a idrogeno

L'impianto di riscaldamento è il primo in Europa nel suo genere

Taglio del nastro dell’impianto ad idrogeno al Meucci di Carpi

 

 

E’ stato inaugurato stamattina a Carpi l’impianto di riscaldamento a idrogeno della palestra dell’istituto Meucci, il primo in Europa nel suo genere. L’impianto, del costo di 350 mila euro, è stato ideato nel 2020 e inserito nel bando energia della Provincia di Modena aggiudicato da Coopservice di Reggio Emilia, ha previsto la realizzazione di un sistema di generazione del calore costituito da una caldaia alimentata a gas idrogeno prodotto in loco, tramite impianto fotovoltaico posto sulla copertura della palestra, che alimenta una serie di elettrolizzatori a celle elettrolitiche modulari. Il nuovo impianto permetterà di ridurre in un anno le emissioni di anidride carbonica in atmosfera di 717 tonnellate, equivalenti a quanto assorbito da 145 ettari di bosco, cioè la superficie di 25 campi da calcio. All’inaugurazione erano presenti, tra gli altri, la vice presidente della Regione Emilia-Romagna Irene Priolo, il sindaco di Carpi Alberto Bellelli, il responsabile nazionale dello sviluppo sostenibile del Gse (Gestore servizi energetici) Luca Barberis, la nuova dirigente dell’ufficio scolastico provinciale Veronica Tomaselli oltre a numerose istituzioni civili e religiose.

Per il presidente della Provincia di Modena Gian Domenico Tomei “questo impianto è addirittura più innovativo di quanto proposto oggi dalla Commissione europea nella strategia per l’idrogeno, e rappresenta una reale e concreta risposta alla transizione energetica. Va poi ricordato che tutto questo è stato pensato, progettato e realizzato in meno di tre anni, risultato – sottolinea Tomei – che dimostra quanto anche le amministrazioni pubbliche possano essere volano ed esempio di innovazione e sviluppo per i territori. E’ dal 2019 che in Provincia parliamo di idrogeno, siamo stati a Bruxelles, a Parigi, ci siamo informati e formati per capire come potessimo andare “oltre la teoria” e ce l’abbiamo fatta, rendendo concreto quello che fino a pochi anni fa sembrava un sogno, perché il compito di una pubblica amministrazione deve anche essere quello di tracciare una direzione con il coraggio e l’ambizione di percorrerla”.

Per Irene Priolo, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna con delega alle politiche ambientali e alla lotta al cambiamento climatico “progetti pionieristici come quello attuato a Carpi rappresentano la nuova frontiera del processo di transizione ecosostenibile che non può prescindere dall’idrogeno verde, riconosciuto anche dall’Europa tra i vettori energetici fondamentali per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e per ridurre le emissioni”.

“Si tratta di una sfida strategica – prosegue Priolo – anche alla luce di costi energetici che mettono in difficoltà il mondo della produzione: l’Emilia-Romagna si conferma terra d’avanguardia e il pacchetto di finanziamenti pubblici da oltre quattro miliardi e mezzo di euro, messi a disposizione per il prossimo triennio dal Piano energetico regionale, daranno un contributo importante alla crescita delle rinnovabili, anche attraverso lo sviluppo dell’idrogeno e delle sue applicazioni”.

Per quanto riguarda l’immagazzinamento dell’idrogeno, è previsto un sistema di stoccaggio che consentirà di utilizzare l’energia prodotta anche nel periodo invernale e che, come sottolineato dai tecnici della Provincia di Modena è realizzato con una tecnologia più sicura e controllata di quella utilizzata per gli impianti a gas metano, nonchè ampiamente sperimentata in altri settori. L’intero impianto, mitigato da una apposita struttura e siepi, così da potersi integrare con l’ambiente circostante, è stato interamente realizzato dai tecnici della Provincia con la consulenza dell’Agenzia per l’energia di Modena (Aess).

 

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