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4 Ottobre 2026Formazione. “Ripensare l’educazione” per le scuole FISM
Inizio d’anno con un convegno a Modena ospiti Lucia Carpi e Giuseppe Nicolodi
Silvia Corni*
“Ripensare l’educazione” questo il tema del convegno promosso dalla FISM di Modena, sabato 26 settembre nella chiesa Madonna Pellegrina di Modena, in occasione dell’apertura dell’anno formativo. È tradizione per la federazione e per il suo coordinamento pedagogico organizzare per tutto il personale educativo un momento formativo ma anche di cura per la rete che unisce tutte le scuole e i nidi della provincia. L’obiettivo di quest’anno è stato anche quello di ripensare al mandato educativo delle scuole, sulla base dell’ispirazione cristiana che le contraddistingue e sulla base di quanto esposto da Lucia Carpi e da Giuseppe Nicolodi nel testo “Ripensare l’educazione”, entrambi presenti al convegno.
Carpi: oltre gli stereotipi educativi
La mattinata è stata aperta dalla relazione di Lucia Carpi che con chiarezza ha elencato i sei bisogni educativi naturali del bambino: il bisogno di essere educato attraverso la via armonica naturale corpo-emozioni, il bisogno di riconoscimento delle proprie emozioni e di aiuto alla loro regolazione, il bisogno di interazione nel giorno e l’accompagnamento alla completezza delle esperienze di gioco fondanti la persona, il bisogno di accompagnamento all’autonomia attraverso la regolazione della giusta distanza da parte dell’adulto, il bisogno di sentire il desiderio dell’altro e il bisogno di ricevere un pensiero organizzato e organizzante. Attraverso domande stimolo, esempi, metafore e parole raccolte da insegnanti, è riuscita a scardinare diversi stereotipi educativi. Ha fornito importanti suggerimenti anche pratici da mettere in campo per costruire un ambiente e una relazione educativa bambino-insegnante in grado di sostenere una crescita armonica e seguire così una pedagogia della fiducia nei confronti dei bambini.
Nicolodi: le responsabilità degli adulti
Nel suo intervento Giuseppe Nicolodi, si è focalizzato sui doveri educativi che ne derivano per gli adulti. I professionisti dell’educazione, in particolare, sono chiamati a saper svolgere il ruolo educativo con strumenti, conoscenze e metodologie aggiornate e in linea con il progetto educativo che le scuole dichiarano. Il primo dovere “introdurre il bambino alla vita psichica” approfondendo la differenza far educare e insegnare: è solo educando che, grazie alla mente, al cuore e al pensiero dell’adulto, il bambino può accedere al proprio mondo interiore. Occorre porre tanta attenzione a ciò che l’adulto rimanda al bambino dopo aver accolto il suo bisogno: proprio come avviene con l’immagine di uno specchio, il bambino deve poter ricevere un’immagine riflessa di se stesso rielaborata e offerta da un adulto che gli offre la possibilità di sviluppare la sua unicità senza inquinarla. Un secondo dovere è quello di proteggere l’infanzia da tutto ciò che, soprattutto in una società come quella attuale, può rappresentare rischi e pericoli. Il terzo dovere riguarda la necessità di osservare, accogliere con empatia, assistere stando “accanto” e manutenere il gioco del bambino. Un professionista dell’educazione deve saper riconoscere quando un bambino non gioca “bene” e conoscere strumenti per aiutarlo. Sono stati forniti diversi esempi su questo argomento utili alle insegnanti. Il quarto dovere prevede che l’adulto sappia osservare, accogliere e manutenere il modello di attaccamento che ogni bambino mette in atto in ogni relazione personale che instaura con l’altro. Su questo argomento le scuole e i servizi educativi della FISM di Modena si sono formate in modo approfondito negli ultimi anni proprio con il professor Nicolodi che ha svolto anche diverse supervisioni di situazioni complesse vissute dalle équipes educative. Infine, il quinto e ultimo dovere educativo è quello di sostenere la genitorialità. Le scuole FISM si adoperano affinché realmente si realizzi una vera alleanza educativa scuola famiglia, coscienti della complessità di educare e crescere bambini nella società attuale.
Don Zironi: il gioco e la liturgia
I formatori, nel testo già citato, preso atto di bisogni e diritti, consapevoli della necessità di dare il giusto riconoscimento alla professione educativa, hanno elaborato una dichiarazione solenne, una sorta di giuramento etico-valoriale, così come quello recitato dai medici. La figura di San Cristoforo, che in una leggenda orientale era colui che aiutava con immensa fatica un bambino, rivelatosi poi Cristo, ad attraversare un fiume, è quella che meglio si abbina al compito educativo: accompagnare i bambini a diventare uomini e donne adulti. È un compito gravoso, difficile e non per tutti. Don Alberto Zironi, presidente della FISM di Modena, ha commentato alcuni punti di questo “giuramento” fornendo una lettura in linea con i valori cristiani e proponendo un interessante parallelismo fra gioco e liturgia. Entrambi si fondano infatti sul senso e non sul risultato, hanno una forma specifica e procurano emozioni. La liturgia, come il gioco, è un aiuto fondamentale alla crescita. Inoltre, don Alberto ha ricordato che per poter riuscire a educare i bambini occorre una grande attenzione per se stessi, prendendosi cura della propria sfera relazionale, spirituale, fisica e ha inviato tutti i presenti ad occuparsi di tutti questi aspetti. Ha concluso il suo intervento ricordando il mandato educativo essenziale a suo avviso per le scuole e i servizi: accompagnare con gratitudine i bambini affinché diventino loro stessi persone grate, davvero consapevoli di questo valore.
Il giuramento di San Cristoforo
Ha poi invitato un rappresentante per ogni scuola ad avvicinarsi all’altare e insieme a don Matteo Cavani, parroco della Madonna Pellegrina, hanno distribuito a ciascuno di loro una pergamena in cui era stato stampato il giuramento educativo di San Cristoforo. Tutta la platea ha recitato insieme il testo: è stato un grande coro con circa trecento persone impegnate nell’ambito educativo che insieme hanno così risignificato la loro professione. Daniela Lombardi, responsabile del coordinamento pedagogico, ha chiuso la mattinata citando l’Enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV: ha ricordato la grande responsabilità necessaria per occuparsi dei bambini e il potere che ne deriva con la consapevolezza di non essere soli ma sempre supportati da colleghi, coordinatori, gestori e da tutta la FISM di Modena.
*Coordinatrice FISM Modena




