Diario missionario dal Madagascar /9
Attualità

Pubblicato il

6 Luglio 2023

Diario missionario dal Madagascar /9

Nella rubrica “Diario missionario dal Madagascar” gli appunti di viaggio quotidiani inviati da don Antonio Dotti, direttore del Centro Missionario di Carpi, che in questi giorni accompagna il vescovo Erio Castellucci nella visita pastorale sull’“isola rossa”, insieme a Francesco Panigadi, direttore del Centro Missionario di Modena

A Tongarivo, Antananarivo

Foto Pagina Facebook Missio Modena

 

In questi giorni (26 giugno-7 luglio) il vescovo Erio Castellucci si trova in Madagascar per una visita pastorale accompagnato da don Antonio Dotti, direttore del Centro Missionario di Carpi, e Francesco Panigadi, direttore del Centro Missionario di Modena.

In questa rubrica pubblichiamo gli appunti di viaggio quotidiani inviati da don Antonio Dotti.

 

Giorno 10

Ieri notte si vedeva molto bene la croce del sud. Qui arriva buio alle 17 e non c’è illuminazione, una condizione ottimale. Anche stamattina siam partiti che era ancora buio. Ma la gente comincia a lavorare molto presto e riempie le strade. Oltretutto siam partiti con la nebbia e il freddo quindi dal nostro pullman vedevamo comparire dal nulla come fantasmi tutta questa gente.

Il viaggio è stato molto lungo e pieno di buche da superare, il panorama era un susseguirsi di lavori nei campi o di commercio dalle baracchine povere che costeggiano la strada. Bimbi che salutano, ma è più un ricordarci che ci sono anche loro al mondo, anzi qualcuno prova a correre verso di noi per chiedere l’elemosina.

Le case molto precarie hanno la pubblicità colorata dipinta sulle loro pareti. Quasi una forma arcaica di street art.

All’interno del pullman le maglie di Giorgia stese ad ogni poggiatesta perché non si erano ancora asciugate dal lavaggio. E la povera zia Carla che non regge tutti i sobbalzi per cui dobbiamo fermarci e farle prendere aria.

Ci fermiamo a pranzare in una pizzeria dove è sottolineato “con forno a legna”. La battuta facile è che se non usano il forno a legna qui sarebbe il colmo, dato che è il modo normale di cucinare in ogni casa.

La nostra meta è Tongarivo, quartiere della capitale Antananarivo. Saremo ospitati per questa notte, prima di partire con l’aereo giovedì. Siamo nella prima Casa della Carità in Madagascar. Dal 1967. Da qui cominciò anche l’avventura della missione diocesana della Chiesa di Reggio Emilia. Le suore sono oggi tutte malgasce, tutte sorridenti e contente di servire i poveri.

Ci mostrano il dispensario. Ogni giorno servono 45 persone con medicine, soccorso sanitario e aiuti di ogni genere.

Facciamo due passi fuori, nella capitale. Tanà (abbreviazione di Antananarivo) fa due milioni di abitanti. Per strada l’odore di fritto dei vari banchetti che si mischiava con la puzza dello smog. Non proprio un cambiare aria quindi.

Nella messa, dove ci ha raggiunto anche Cecilia, il vescovo Erio, partendo dalla guarigione dei due indemoniati gadareni nel vangelo di Matteo, ha ricordato il mistero del Male: “Ha tanti nomi: sofferenza, morte, peccato, violenza. Ma la radice è l’invidia, che è il contrario dell’amore. A partire da Adamo ed Eva, spinti dal demonio ad essere invidiosi di Dio. Non è solo e semplicemente un vizio capitale ma la traccia del peccato originale in noi. Distrugge i legami, fa covare vendette, fa desiderare che l’altro soccomba. Da don Tonino Bello impariamo che il grembiule è il segno di riconoscimento del cristiano. Contrapposto al podio. E ringraziamo il Signore per le testimonianze di servizio che abbiamo ricevuto in questi giorni”.

A cena conosciamo Alberto, in Madagascar da un anno come coordinatore dei progetti della ong “Volontari nel Mondo-Rtm”.

“Se in 10 giorni non avete avuto ancora imprevisti in questa terra, vi sta andando veramente bene” ci dice.

Questo mi fa capire quanta provvidenza ci ha assistito e continua ad assisterci.

Una doccia fredda e al buio, perché hanno staccato il generatore, chiude questa mia giornata. Un viaggio che fino all’ultimo continua a riservarci belle sorprese, che insegnano tanto.

10-continua

 

Visita al dispensario presso la Casa della Carità

 

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