Cooperativa Eortè e carcere Sant’Anna: tortellini fatti a mano dai detenuti
Attualità, Territorio

Pubblicato il

22 Febbraio 2024

Cooperativa Eortè e carcere Sant’Anna: tortellini fatti a mano dai detenuti

"Tra gli obiettivi, offrire ai carcerati un’opportunità di crescita personale e riabilitazione attraverso il lavoro"

Valentina Pepe, direttrice di Eortè

Dal carcere Sant’Anna di Modena usciranno presto tortellini e altri tipi di pasta fresca fatta a mano. Saranno i detenuti a produrli utilizzando materie prime locali, a cominciare dalle verdure coltivate nell’orto del carcere. Il progetto è della cooperativa sociale Eortè di Limidi di Soliera (aderente a Confcooperative Terre d’Emilia) e si avvale della supervisione dello chef Rino Duca (osteria “Il grano di pepe” di Ravarino), che coordinerà la formazione dei detenuti e la produzione.

La convenzione tra Eortè e la casa circondariale Sant’Anna è stata firmata ieri dal presidente della cooperativa Federico Tusberti e dal direttore dell’istituto Orazio Sorrentini.

Il progetto, che ha il patrocinio del Comune di Modena, è co-finanziato dall’arcidiocesi di Modena-Nonantola, Bper e Fondazione Cattolica Assicurazioni.

“Gli obiettivi di questa iniziativa sono molteplici. Il primo – spiega la direttrice di Eortè Valentina Pepe – è offrire ai detenuti del Sant’Anna un’opportunità di crescita personale e riabilitazione attraverso il lavoro. La legge sul lavoro in carcere è del 1975, eppure attualmente al Sant’Anna lavora solo il 20% dei detenuti e l’80% di essi lavora alle dipendenze del carcere (ovvero dello Stato). Il secondo obiettivo è costruire un collegamento tra il carcere e il territorio. Il terzo è far nascere un ramo d’impresa che crei il marchio ‘Sant’Anna – artigiani della pasta’ e sia capace di andare sul mercato, partendo dalla provincia di Modena. I nostri clienti saranno i piccoli e medi ristoranti, mense e tavole calde, gastronomie e macellerie, gruppi di acquisto solidale e associazioni. Il laboratorio dovrà essere economicamente autonomo entro il 2025 e, nel tempo, assumere altri detenuti. I tortellini e gli altri tipi di pasta fresca del Sant’Anna saranno di qualità, perché fatti a mano con materie prime selezionate e a km zero (quindi sostenibili dal punto di vista ambientale), virtuosi dal punto di vista sociale e rispettosi della tradizione gastronomica emiliana”.

I detenuti selezionati per lavorare nel laboratorio gastronomico, che all’inizio saranno tre, verranno formati e impareranno così un mestiere in vista della fine pena. Tutte le statistiche sulla popolazione carceraria confermano il crollo della delinquenza e recidiva tra i carcerati che hanno la possibilità di lavorare, sia dentro che fuori dal carcere. In più, Eortè è convinta del beneficio che la formazione può portare all’interno di ambienti marginali, trasformando i tempi morti della detenzione in competenza lavorativa, crescita personale e autostima spendibili anche all’interno di un luogo complesso come il carcere.  Il lavoro è uno strumento fondamentale per assolvere la funzione rieducativa della pena prevista dall’art. 27 della Costituzione.

“I detenuti che lavoreranno nel laboratorio gastronomico non peseranno più sulle casse dello Stato – aggiunge Pepe –. Una quota del loro stipendio, infatti, sarà trattenuta dall’amministrazione penitenziaria per rimborsare le spese sostenute per mantenerli in carcere. Insomma, crediamo che il nostro progetto possa giovare all’economia carceraria e creare percorsi virtuosi con benefici non solo per i detenuti, ma per l’intera società”, conclude la direttrice della cooperativa sociale Eortè.

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