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Attualità, Carpi, Territorio
Pubblicato il Aprile 17, 2026

“Terminal Terre d’Argine Innovation Lab”: inaugurato il nuovo spazio

Il progetto promosso dall’Unione Terre d’Argine valorizza sostenibilità, innovazione e crescita di competenza digitali

Inaugurazione Terminal

 

 

 

 

Gabriele di Santo

Nella mattinata di venerdì 10 aprile, è stato inaugurato “Terminal – Terre d’Argine Innovation Lab”, il nuovo laboratorio di cittadinanza digitale promosso dall’Unione e pensato come spazio aperto di incontro, formazione e sviluppo di cittadini, scuole, associazioni, imprese e realtà del territorio.

L’apertura del nuovo hub segna un passaggio significativo nel percorso di innovazione e rigenerazione urbana avviato sul territorio, restituendo alla comunità uno spazio riqualificato e trasformato in un ambiente dinamico e multifunzionale, capace di accogliere attività formative, sperimentazioni tecnologiche e momenti di collaborazione tra soggetti pubblici e privati.

La mattinata ha visto la partecipazione di numerose istituzioni, rappresentanti del mondo educativo, economico e sociale, oltre a cittadini e studenti, con un programma articolato che ha alternato momenti di presentazione del progetto a visite guidate degli spazi e dimostrazioni delle tecnologie disponibili.

L’apertura dell’inaugurazione è stata affidata a Enrico Diacci, sindaco del comune di Novi e presidente dell’Unione Terre d’Argine, che ha portato i saluti istituzionali, presentando gli ospiti presenti: la Magnifica Rettrice dell’Unimore Rita Cucchiara, Vincenzo Colla, vicepresidente della regione Emilia-Romagna, l’europarlamentare Stefano Bonaccini, il sindaco del comune di Carpi Riccardo Righi.

Dopo i ringraziamenti condotti da Diacci, è intervenuto l’europarlamentare Stefano Bonaccini, esprimendo soddisfazione per il risultato finale del progetto e l’ottimo utilizzo dei fondi europei, assieme a quelli del PNRR: “La realizzazione di progetti come questo è la maniera migliore per spiegare come l’Europa finanzi progetti che dovrebbero aiutarci a colmare un ritardo drammatico che l’Europa (anche per responsabilità proprie) ha accumulato nei confronti di colossi come Cina e Stati Uniti. Progetti come il Terminal fanno centro nel collettivo, promuovendo crescita della società e della tecnologia”.

Secondo Vincenzo Colla, vicepresidente della regione Emilia-Romagna, “questi luoghi promuovono prima di tutto coesione sociale, che sta alla base di ogni meccanismo che promuove sostenibilità e crescita della società, che si parta anche soprattutto da fattori come questi. Questi luoghi danno la possibilità di avere laboratori, start up, di fare l’alfabetismo di questa tecnologia fondamentale, poiché si può avere anche luoghi come il Tecnopolo di Bologna (secondo al mondo per intelligenza artificiale), ma bisogna saperli sfruttare al massimo della propria potenzialità. Uno spiacevolissimo fenomeno che stiamo vivendo oggi e da molti anni è la fuga di cervelli del nostro paese. La sfida è trattenere le nostre teste, poiché senza teste non si fa il manufatto, non si fa l’intelligenza artificiale e non si domano tutte le altre forme di tecnologia che ci sono oggi e che nasceranno nei prossimi anni”.

La rettrice Rita Cucchiara, è intervenuta approfondendo il tema dell’“Umanesimo digitale”, evidenziando il ruolo del Tecnopolo dell’Innovation Lab come spazi di connessione tra ricerca, tecnologia e comunità, evidenziando come il nostro territorio abbia un potenziale di crescita dal punto di vista tecnologico e sostenibile molto importante.

A chiudere gli interventi è stato Riccardo Righi, sindaco di Carpi che ha rilanciato la visione del Terminal come una vera e propria “stazione” dell’innovazione collocata in un luogo strategico non solo per Carpi ma anche per tutto il territorio, data la vicinanza con il polo scolastico.

Al termine della cerimonia, è stata impartita la benedizione inaugurale dal Vicario Generale della Diocesi di Carpi, Monsignor Ermenegildo Manicardi.

 

Intervista all’Europarlamentare Stefano Bonaccini

Quali programmi specifici saranno attivati per contrastare il divario digitale e coinvolgere le nuove generazioni?

Sarà compito dei comuni dell’Unione Terre d’Argine programmare con l’Università di Modena e Reggio Emilia, le imprese e le scuole dei comuni di Carpi, Novi, Soliera e Campogalliano e ovviamente la regione Emilia-Romagna, formazione specifica per studenti e lavoratori, oltre che servizi e opportunità per start-up e professionisti. Ovvio che in primo luogo dovrà essere un laboratorio fruibile da studenti e giovani, per formare capitale umano necessario per chi crea lavoro: imprese, istituzioni e mondo della ricerca.

Quali ricadute occupazionali dirette e indirette prevede che questo Innovation Lab possa portare, specialmente per i giovani in cerca di formazione nelle nuove tecnologie?

La scelta di puntare a questo Innovation Lab mira proprio a garantire opportunità di lavoro, attraverso formazione e conoscenza digitale e tecnologica. In futuro la gran parte dei bambini di oggi farà lavori che in natura per ora non esistono, ma che deriveranno per gran parte dal grado di innovazione digitale, robotica e tecnologica del territorio. Per questo investimento come il tecnopolo di Bologna, che consentirà su intelligenza artificiale e nuove tecnologie di farci diventare la prima Data Vally europea e tra le primissime al mondo, oppure questi laboratori digitali nei singoli territori della regione, sono necessari per garantire nuove opportunità per chi qui ci nasce e cresce e continuare ad essere il territorio più attrattivo del Paese per chi vuole venire nella nostra regione a studiare o lavorare immaginando di poter qui costruire un futuro per sé e magari per la propria famiglia.

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