50° del terremoto in Friuli, testimonianza da Pignano di Ragogna
50° del terremoto in Friuli: una testimonianza sul legame fecondo di solidarietà e di amicizia nato grazie al gemellaggio tra la Diocesi di Carpi e la parrocchia di Pignano di Ragogna (Udine)
Come anticipato su Notizie la settimana scorsa, sabato 2 maggio una delegazione della Diocesi di Carpi partirà per raggiungere Pignano di Ragogna (Udine) e partecipare alla commemorazione del 50° anniversario del terremoto in Friuli. Domenica 3, alle 16, a Gemona, il vescovo Erio Castellucci, accompagnato da don Andrea Zuarri, sarà fra i concelebranti la Messa presieduta dal cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei. La Diocesi di Carpi, all’indomani del sisma del 6 maggio 1976, fu infatti gemellata con la parrocchia di Pignano e si adoperò, grazie all’iniziativa di don Gian Pio Caleffi, allora direttore della Caritas diocesana di Carpi, per portare aiuto ai terremotati. Un legame di solidarietà alimentato nel tempo, come racconta uno dei testimoni di quegli eventi, in una lettera inviata nei giorni scorsi a Notizie.
di Sandro D’Agosto – Ragogna (Udine)
Nel 2026 sono cinquant’anni dal tremendo sisma, in cui anche Pignano, frazione di Ragogna, pur non avendo avuto dei morti era rimasta ferita nei suoi valori più profondi. La frazione ragognese era rimasta senza la sua chiesa, ferita a morte tanto da far pensare alla demolizione. Ma il parroco di allora don Carlo Ferino si oppose all’abbattimento decretato dai tecnici. Quei muri hanno i loro valori. Demolire la chiesa per rifarne un’altra avrebbe significato perdere il patrimonio umano e di fede che i vecchi muri testimoniano. La domenica si celebrava la Messa davanti al bar “Dore” ora “Bar da Pidu”. I fratelli di Carpi ci hanno dato una mano nella ricostruzione del paese. È stato un aiuto provvidenziale, il quale a distanza di cinquant’anni dobbiamo verso la gente emiliana e carpigiana la nostra riconoscenza. Il gemellaggio della parrocchia di Pignano è un grande esempio di solidarietà, e qui dobbiamo il nostro grazie al compianto don Gian Pio Caleffi e al compianto parroco di Pignano don Carlo Ferino, che ne sono stati i promotori del gemellaggio.
Continua a leggere oppure abbonati qui.




