I sacerdoti brasiliani don Mauro, don Kennedy e don Fabiano alla Messa Missionaria a Quartirolo
I tre sacerdoti hanno poi condiviso una testimonianza parlando della Chiesa di Goiás
Lunedì 13 aprile, presso la parrocchia di Quartirolo, alle 19, alcuni giovani legati al Centro Missionario e altri in cammino di formazione per le esperienze di volontariato nella prossima estate, hanno animato la Santa Messa Missionaria. Un momento che il Servizio di pastorale missionaria organizza ogni mese scegliendo, ogni volta diversa, una delle parrocchie delle due Diocesi. Dopo la celebrazione, nel salone parrocchiale i numerosi partecipanti hanno condiviso una cena semplice e poi ascoltato la testimonianza dei tre sacerdoti della Diocesi di Goiás, venuti in Italia dal Brasile, don Mauro (Maurinho) Francisco dos Santos, don Kennedy de Morais, e don Fabiano Teixeira da Mota, che hanno raccontato il cammino della Chiesa dove ha prestato servizio don Francesco Cavazzuti, insieme ad altri missionari modenesi.
Presenti alla serata anche don Sergio Gamberoni, direttore del CUM di Verona, fratel Alberto Degan, missionario comboniano, don Antonio Dotti, parroco di Quartirolo, don Basile Papy Nula Bitangalo, vicario parrocchiale di Quartirolo, don Francesco Cavazzuti, vicario parrocchiale di Mirandola. Durante la celebrazione i giovani hanno intonato canti missionari in spagnolo e portoghese per invocare pace, comunione, fratellanza, condivisione ed abbracciare il grido dei poveri, degli ultimi, dei perseguitati. Gli stessi hanno pensato e letto le preghiere dei fedeli rivolte ancora alla pace, poi al Papa, ai giovani in partenza e ai tre sacerdoti brasiliani. Ne riportiamo due. “Padre buono, in questo tempo di guerra, aiutaci ad essere portatori di pace. In questo tempo di avidità e opportunismo, insegnaci la generosità e la condivisione. In questo tempo di chiusura all’altro, fa’ che possiamo diventare testimoni di comunione e comunità”. “Signore, ti ringraziamo per il dono dell’amicizia con fratelli e sorelle che normalmente vivono lontani. In particolare ti ringraziamo questa sera per don Mauro, don Fabiano e don Kennedy che in questi giorni abbiano la possibilità di accogliere, proprio come loro hanno fatto con noi in questi anni. Fa’ che la gioia di questo incontro alimenti il legame che ci unisce per continuare a camminare insieme sulla via di una Chiesa attiva, missionaria e in grado di accogliere e valorizzare i diversi modi di vivere la fede”.
Nell’ultima parte della serata, don Francesco Cavazzuti ha intervistato i tre sacerdoti brasiliani. Quanto è emerso è il legame profondo tra le diocesi di Modena-Nonantola e Carpi a quella di Goiás, grazie al segno concreto e duraturo che i missionari hanno lasciato nel corso degli anni. Tra questi, don Mauro, che è rettore del Seminario diocesano di Goiás, ricorda in modo particolare don Spinelli che è stato il padre spirituale che lo ha accolto in seminario all’età di 17 anni, suor Teresa Cavazzuti e padre Chicão, come in Goiás si continua a chiamare, ricordandolo, don Francesco Cavazzuti. Sono molte le parrocchie dove hanno operato, il loro ricordo è vivo e gioioso, racconta don Mauro. Hanno costruito chiese, cappelle e soprattutto hanno vissuto insieme alla gente nella gioia, affrontando ogni tipo di difficoltà, la loro è stata un’autentica testimonianza di cosa significa essere “pastore”. Don Mauro guarda a loro come “in uno specchio” cercando di vivere secondo il loro insegnamento.
Alla domanda su quali sfide ha affrontato la Chiesa in quegli anni, don Mauro ha sottolineato l’atteggiamento radicale che hanno avuto i missionari nel vivere il Vangelo. Negli anni ’70-‘90 essi sono stati “vangelo vivente” nella lotta, nella povertà, sempre insieme alla gente. Nessuno di loro ha mai avuto paura di parlare in modo forte, radicale. Padre Chicão prima dell’attentato che lo rese cieco nel 1987 ha guardato la sua gente con gli occhi, poi non si è mai fermato, ha continuato a guardare con il cuore. Rispondendo al quesito sulle sfide che sta affrontando oggi la Chiesa del Goiás, don Mauro, con rammarico, ha esordito dicendo che la chiesa degli anni ‘70, ‘80 e ‘90 non esiste più, anzi il cammino che sta intraprendendo sembra prendere la direzione opposta. Gli evangelici crescono così come la pastorale attraverso i social media, ci sono sacerdoti che invece di avere una parrocchia con una chiesa, dei fedeli, una canonica per le attività pastorali, ne hanno invece una “virtuale” attraverso la rete. Un abisso separa le due realtà.
Entrando nel dettaglio della vita parrocchiale, don Mauro ha esaltato la disponibilità delle persone a collaborare, molti suggeriscono cammini pastorali nuovi e tutti sono accoglienti e disponibili. Mancano però i giovani, bisogna dunque investire sui bambini che invece sono tantissimi. La domanda conclusiva che don Cavazzuti junior ha posto è stata: “In definitiva, la Chiesa del Goiás si può definire missionaria?”. “Senza dubbio sì”, ha risposto don Mauro. Su 25 città ci sono 27 parrocchie, i sacerdoti si aiutano a vicenda e collaborano insieme ai laici nella pastorale, la donna riveste un ruolo fondamentale nella vita della Chiesa. Prossimo appuntamento mensile con la Messa Missionaria: 7 maggio alle ore 19 nella parrocchia della Madonna Pellegrina a Modena. A seguire cena semplice e alle ore 21 incontro con monsignor Daniele Gianotti, vescovo di Crema.




