Caregiver, la testimonianza di Alessia, giovane studente
Il cellulare sempre acceso: la vita di Alessia, tra esami di Ingegneria e l’essere una giovane caregiver
di Maria Silvia Cabri
Alessia ha 24 anni, studia Ingegneria all’Università. Con i sogni, i progetti, le speranze delle ragazze della sua età. Alessia, però, oltre allo studio, ha un “impegno” in più che scandisce le sue giornate: da sei anni, è una giovane caregiver. Si prende cura di suo fratello, che è autistico con un bisogno di assistenza elevato.
Com’è scandita la tua giornata tipo? Come riesci a far convivere i libri con le terapie, l’assistenza e le necessità di tuo fratello?
È una situazione non facile da gestire, soprattutto per il carico mentale, quello che si fa sentire di più. Da quando ho 18 anni mi occupo quotidianamente di mio fratello. La mia giornata tipo? Sveglia presto per prepararlo e accompagnarlo al pulmino che lo porta al centro diurno. Poi mi preparo io e corro a lezione, in un’altra città, a mezz’ora di macchina, dove rimango fino a pranzo o più tardi, in base agli impegni di mio fratello: se lui resta fino al pomeriggio chiedo all’associazione di tardare gentilmente: a volte sono corsa a prenderlo alle 20 passate perché finivo lezione tardi e c’era traffico sulla strada del ritorno.




