Educazione. Scuola e famiglia: quanto è importante ascoltare e ascoltarsi
L’esperienza di cinque scuole aderenti alla FISM Modena ad un convegno dell’Università Cattolica
Le rappresentanti delle scuole di FISM Modena a Milano
Vanja Veronesi*
Istituto Sacro Cuore di Carpi, E. Muratori di Concordia sulla Secchia, San Giuseppe di Fiumalbo, Laura Benassi di Medolla e Sant’Agnese di Modena sono le scuole aderenti alla FISM modenese che hanno portato il loro contributo nell’ambito dell’incontro che si è svolto sabato 9 maggio presso la sede di Milano dell’Università Cattolica del Sacro Cuore sul tema “Ascoltare le famiglie… e ascoltarsi”. L’evento, promosso dalla Facoltà di Scienze della Formazione e dal CeSPeFI (Centro Studi di Pedagogia della Famiglia e dell’Infanzia) in collaborazione con la FISM (Federazione Italiana Scuole Materne) nazionale, ha rappresentato il momento culminante di un importante percorso di riflessione pedagogica.
Nel panorama educativo contemporaneo, la relazione tra istituzioni scolastiche e famiglie sta attraversando una stagione di profonda trasformazione. Non si tratta più solo di condividere un progetto didattico, ma di ricostruire un tessuto di fiducia in un’epoca segnata da frammentarietà e calo demografico. È questo il cuore pulsante della ricerca-azione che ha coinvolto oltre 600 educatrici e docenti della FISM, provenienti da 16 regioni italiane, sotto la guida scientifica della professoressa Monica Amadini. Tra le realtà che hanno partecipato attivamente a questa ricerca-formazione, un contributo significativo è arrivato dal territorio emiliano, con le cinque scuole appartenenti alla sezione FISM di Modena.
Un’alleanza identitaria
Il percorso, nato dalla consapevolezza che non sia possibile ascoltare davvero i bambini senza mettersi in ascolto delle loro famiglie, ribalta una prospettiva consolidata. Come sottolineato da Lara Vannini e Luca Lemmi, il rapporto scuola-famiglia è un elemento “identitario”: le nostre scuole esistono perché le famiglie continuano a sceglierle”. Il progetto si è concentrato sulla “cura della relazione”.
Il saluto di Mons. Claudio Giuliodori, assistente generale dell’Università Cattolica, ha inserito questa sfida nel solco del “Patto Educativo Globale” lanciato da Papa Francesco, richiamando l’urgenza di coltivare la speranza e immettere nuove energie in un sistema educativo che deve fare i conti con famiglie sempre più fragili e instabili.
La metafora della soglia e il “diario di bordo”
La pedagogista e coordinatrice Roberta Di Natale del Polo per l’infanzia Laura Benassi di Medolla ha utilizzato immagini suggestive per descrivere il ruolo dell’educatore: essere una “soglia”, uno spazio di passaggio e trasformazione, ma anche un’àncora di sostegno. Attraverso lo strumento del diario di bordo, inteso come “spazio di verità”, le insegnanti hanno potuto tracciare un vero “Atlante delle relazioni”, navigando tra successi e fatiche, tra il “grido” delle difficoltà e la “grazia” dell’apertura.
La ricerca-azione di Monica Amadini: una grammatica per l’ascolto generativo
Il cuore scientifico del progetto risiede nella ricerca condotta dalla professoressa Monica Amadini, un lavoro di analisi sistematica che trasforma l’agire quotidiano delle educatrici in un prezioso patrimonio di dati. Non si è trattato di una semplice indagine teorica, ma di una ricerca qualitativa di tipo narrativo: lo strumento principe è stato il diario di bordo, dove ogni partecipante ha annotato non solo i fatti, ma il “vissuto” delle relazioni con le famiglie.
Secondo Amadini, l’ascolto non è un atto passivo, ma un vero e proprio sistema relazionale complesso che richiede di “ascoltarsi mentre si ascolta”. La ricerca ha isolato cinque categorie verbali che definiscono l’ascolto efficace:
- Sospensione e Presenza: L’ascoltatore deve innanzitutto “togliere” per fare spazio. Significa fermarsi fisicamente e mentalmente, sospendendo l’azione immediata.
- Comprensione Attiva: Non basta sentire; occorre attribuire un significato profondo all’esperienza dell’altro.
- Rielaborazione e Restituzione: Un passaggio cruciale è restituire all’altro le sue stesse parole, un gesto che funge da “specchio” e verifica della reale comprensione.
- Accoglienza Relazionale: La costruzione di uno “spazio sicuro” dove l’altro si senta libero di esprimersi senza timori.
- Decentramento: È la capacità di spogliarsi di sé rinunciando alla modalità “risolvo tutto io” per restare in una modalità di pura accoglienza.
La ricerca ha anche messo in luce, con onestà intellettuale, le dinamiche del cosiddetto ascolto inefficace. Amadini identifica una serie di “verbi di compressione” che denunciano una rottura relazionale: la fretta, l’ascolto parziale (perdere pezzi per strada), l’eccesso di tecnicismi (rispondere con soluzioni fredde e professionalismi) e l’assenza di un luogo adatto. In questi casi, la parola non costruisce un legame, ma diventa un muro: si sostituisce l’ascolto con l’azione, cadendo nella logica performativa del dover dare per forza una risposta immediata. Il passaggio di paradigma proposto dalla ricerca è radicale: uscire dalla necessità di “risolvere” per entrare in quella del “comprendere”. Mentre la soluzione chiude un caso, la comprensione innesca un impatto trasformativo e generativo. L’altro, sentendosi accolto e compreso nella sua complessità, attiva autonomamente meccanismi di cambiamento.
L’ascolto non è una dote individuale o una semplice competenza tecnica, ma un atto comunitario. Le fatiche emotive, le ansie dei genitori e il peso del giudizio non possono essere gestiti in solitudine. La risorsa principale emersa dal percorso è il lavoro d’equipe: la condivisione all’interno del collegio docenti permette di trasformare la fatica in un “punto di luce” e di riscoprire il valore dell’imperfezione.
In definitiva, investire nell’ascolto significa passare dalla gestione burocratica dei problemi alla creazione di relazioni vere. Solo così la scuola può accompagnare le famiglie nel cammino educativo, trasformando l’imprevedibilità dell’incontro in un’occasione di crescita generativa per tutta la comunità.
*CAED scuola dell’infanzia Muratori Concordia s./S.




