Il
In punta di spillo
Pubblicato il Luglio 10, 2026

Il messaggio di Gesù e le tradizioni umane scambiate per Vangelo

In punta di spillo, una rubrica a cura di Bruno Fasani

Due secoli fa, il filosofo francese Augusto Comte, padre del positivismo scientifico, sosteneva che non era il caso di fare la guerra a Dio. Sarebbe morto da solo. Esattamente come gli dei dell’Olimpo. Chi oggi sarebbe disposto a dar credito a Giove, Marte, Giunone, Venere e compagnia bella? Sarebbe stata la scienza a prendere il posto della metafisica, quella che spiega le cose a partire da Dio e a chiarirci come realmente funziona il mondo. Quindi tempo al tempo. Poi però aggiunse, sono parole sue: “faremo a meno di Dio, ma non della religione”. A questo punto è importante chiarire i termini. Quando parliamo di religione intendiamo quell’insieme di convinzioni che cercano di indagare e dare risposte al senso della vita e che poi si traducono in riti, tradizioni, luoghi, oggetti di culto e, soprattutto, convinzioni capaci di mettere insieme gruppi di persone che la pensano nella stessa maniera.

Sarebbe fin troppo facile, a questo punto, dare ragione a Comte. Messo da parte Dio, quantomeno da una parte della gente e soprattutto in certi parti del mondo, quelle considerate più evolute, le nostre piazze si sono riempite di altre religioni. Pacifisti, Gay Pride, No Tav, ambientalisti, Flotilla, anarchici… Ad ognuno la sua chiesetta dove bruciare qualche grano di incenso al dio di turno. Due secoli dopo però, a smentire Comte, verrebbe da parafrasare, sia pure a titolo di provocazione: potremo fare a meno delle religioni, ma non di Dio. Mi tornano alla mente, a questo proposito, le parole di un intellettuale tedesco. Non credo in Dio, diceva, in compenso credo assolutamente all’inferno. Infatti, sosteneva, mi bastano quattro minuti di telegiornale per fugare ogni dubbio sulla sua esistenza. Ecco diciamo, tirando le somme, a cosa abbiamo ridotto il mondo buttando fuori Dio.

Del resto è Gesù stesso a raccontarci l’importanza della sua venuta tra le creature umane: ti ringrazio, Padre, Signore del cielo e della terra che hai nascosto la logica del tuo Regno a chi è intelligente e convinto di sapere tutto, facendola conoscere invece a chi ha l’umiltà di ascoltare. Facendo seguire questa riflessione con l’invito a quanti nella vita hanno bisogno di ritrovare forza per rimettersi in cammino, ad andare da Lui. Pensavo a tutto questo mentre a Ecône, in Svizzera, andava in onda lo scisma da parte della comunità San Pio X. Vangelo o religione? Sarebbe un errore ridurre questo evento a una questione di Messa in latino o di pretini pazzi per i pizzi. Diventa sempre più evidente guardando a quanto si muove intorno a questa comunità, come sia diventata il coagulo di quanti rifiutano la modernità, dove anche l’immigrazione appartiene al moderno, così come l’accoglienza dei gay, il dialogo interreligioso, i musulmani, la separazione tra Stato e Chiesa. Una comunità diventata la copertura cristiana ai movimenti nazionalisti e sovranisti. Non a caso, ad Ecône erano presenti i seguaci di Vannacci e quelli di Forza Nuova, i movimenti dell’estrema Destra d’Europa e d’America e l’aristocrazia nera da cui provengono abbondantissimi finanziamenti. Penso a tutto questo e mi risulta difficile ritrovare le parole e lo spirito di Gesù, oltre il perimetro di una religiosità che mi mette paura.

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