Perù, amici delle beatitudini
Prosegue l’opera delle consorelle di madre Agnese Lovera grazie ai benefattori carpigiani
Dopo il disastroso terremoto del 1970 che colpì rovinosamente il Perù, la Congregazione delle Figlie di Nostra Signora della Pietà di Asti inviò madre Agnese Lovera per avviare una missione a Monterrey, a pochi chilometri da Huaraz, capoluogo della regione di Ancash. Qui si sono recati negli anni molti volontari, tra cui alcuni carpigiani che tuttora si adoperano per questa realtà con il sostegno del Centro Missionario di Carpi. Attualmente, per motivi di salute, madre Agnese risiede nella casa madre di Asti, ma il legame con la missione procede attraverso madre Lucia, suor Felicita e le altre consorelle che si occupano del Comedor e della Casa Los Pinos. Le suore confidano che questa amicizia possa proseguire.
Il nostro carisma è la carità
Carissimi amici del Centro Missionario di Carpi, con tanto piacere vi scrivo a nome di tutte le mie consorelle che lavorano in nome di Cristo per i nostri fratelli più poveri e bisognosi. Siamo infinitamente riconoscenti per l’appoggio che ci date per il Comedor, l’asilo e la Casa Los Pinos. La nostra opera qui in Perù è conosciuta da molte persone perché il nostro carisma è la carità e le opere di misericordia.
Ricordo che nel tempo, quando suor Agnese Lovera abitava in Perù, voi siete venuti a fare un’esperienza missionaria e ci avete lasciato come regalo-ricordo l’impegno di sostenere il Comedor di Monterrey ed anche un appoggio alla scuola materna. Il Comedor di Monterrey è grande, offre da mangiare a molti, i bambini della scuola, le persone anziane e ammalate, sole, e le famiglie povere e prive del necessario.
Il Comedor di Los Pinos è un poco più piccolo: lì cucinano per i bambini e la gente povera del quartiere. Le mamme, raccogliendo i bambini della scuola, passano al Comedor per prendere una sporta di provviste e, arrivando a casa, mangiano tutti insieme. Molti sono anche coloro che vanno direttamente al Comedor, raccolgono gli alimenti preparati e li distribuiscono alle persone sole, povere e ammalate. Le sorelle sono contente e riconoscenti, sperano che possiate continuare ad appoggiarle nelle spese che si fanno magari anche per migliorare un poco con qualche novità negli alimenti da offrire.
Le bambine della Casa Hogar Maria Teresa ringraziano del vostro appoggio perché vivono con noi, studiano, si formano e crescono desiderando un futuro migliore e come non darglielo se sta nelle nostre possibilità? Carissimi, concludo dicendovi che sono felice della mia vita missionaria perché vedo le opere di misericordia incarnate nelle persone dei nostri benefattori. Grazie di cuore e nuovamente auguro a chi legge articolo di non avere paura di essere missionario o di fare una esperienza missionaria, perché fa crescere in intelligenza e in volontà di amare come Gesù ci ama.
Madre Lucia Guidolin
Chiesa che cammina con i piccoli
Carissimi amici di Carpi, amici delle beatitudini, amici della gioia, amici del pane quotidiano, anzi tutto il nostro “grazie” dalla nostra opera della Carità di Monterrey, nella quale, attraverso ciascuno di voi, Gesù offre pane e amicizia ai nostri poveri del “Comedor Madre Maria Teresa Camera”. Vorrei condividere la gioia dei nostri bambini, che numerosi arrivano dalla scuola al refettorio per ricevere il loro pranzo. Sono momenti in cui si può dire che “il Signore è il rifugio e alimento dei poveri”. Il servizio è anche per gli anziani vulnerabili e anche per gli ammalati che fanno la dialisi, uno di loro si chiama Leone e viene da lontano. Loro arrivano a mezzogiorno, pranzano e ricevono anche del cibo da portare a casa per la cena.
Nel distribuire i pasti, si cerca di aggiungere l’atteggiamento di Cristo che cammina con la loro umanità e di condividere le loro speranze e le loro ferite. Dietro a ciascuno di loro c’è una storia; adolescenti che vivono con i nonni, gli zii, perché i genitori sono lontani o separati, altri con le loro malattie che devono sopportare. Uno di loro che ha la leucemia ci dice sempre: “sorrido alla vita perché credo che il tempo è corto e voglio che Dio mi trovi allegro”.
Così, se vogliamo essere Chiesa e luogo di Cristo, dobbiamo essere Chiesa delle beatitudini, Chiesa che fa spazio ai piccoli e cammina con i poveri. A questi voi e noi cerchiamo di offrire un posto privilegiato. Grazie di cuore perché, come Gesù, ciascuno di voi è un dono per i poveri. Tutti ringraziano quando mangiano con gusto quello che si prepara!
Suor Felicita
Si raccolgono offerte libere a sostegno del Progetto Comedor e del Progetto Casa Los Pinos. Per effettuare donazioni si vedano le indicazioni a fondo pagina. Specificare nella causale il progetto che si desidera sostenere. Indicare sempre i dati della persona a cui intestare il documento per la detrazione fiscale: nome, cognome, indirizzo o e-mail.
Progetto Comedor
Il progetto nasce come risposta alle difficoltà di apprendimento dei bambini dovute alla malnutrizione, problema molto grave nella scuola statale: solo chi mangia almeno una volta al giorno riesce a seguire le lezioni. Su richiesta di aiuto da parte di madre Agnese e delle Figlie di Nostra Signora della Pietà, viene così aperto un Comedor (mensa scolastica) in un edificio ristrutturato accanto alla chiesa. Oltre alla mensa, la struttura ospita stanze per i visitatori, un dispensario medico e una grande sala superiore che funge da consultorio familiare; qui le suore accolgono la popolazione per fare formazione, prevenzione e catechesi, cercando di colmare una profonda carenza sociale legata al rispetto reciproco e al senso della famiglia.
Per frequentare la mensa si richiede un piccolo contributo simbolico in natura, come una cipolla, con l’obiettivo educativo di stimolare il valore del mutuo aiuto. In breve tempo, il servizio è stato esteso anche agli adulti più bisognosi, diventando un punto di riferimento essenziale per l’intera comunità. L’opera delle suore si inserisce in un contesto di grave povertà culturale e materiale, dove le persone vivono in catapecchie prive di pavimenti e mobili, rappresentando per il villaggio un concreto segno di speranza e di provvidenza.
Progetto Casa Los Pinos
La Casa Famiglia di Los Pinos è seguita da suore peruviane. Ospita circa una ventina di bambine che si trovano a vivere in situazioni di estrema povertà o abbandono. L’obiettivo è quello di prendersi cura della loro crescita e educazione, garantendo un percorso scolastico ed un inserimento lavorativo al raggiungimento della maturità. Linea guida è quella di far nascere, sviluppare e mantenere nel tempo, l’identità della famiglia. Per questo le bambine crescono suddivise in piccoli nuclei famigliari che hanno, come figura di riferimento, la suora. Di fatto, questa riveste il ruolo di “mamma”.




