Amo compie 30 anni e festeggia con il Gran Galà. Premio Donata Testi a Maria Grazia Russomanno e Fabrizio Artioli
DG Altini: "Nuovo ospedale nel 2031, con tre anni di anticipo"
Premi donata Testi al dottor Fabrizio Artioli, sul palco con Franca Pirolo ed Eva Altimani
“Ricordi l’albero, la bellezza delle proprie radici”: è una frase di Pablo Neruda quella scelta per presentatore la 21ª edizione del Gran Galà di Amo – Associazione Malati Oncologici, che si è svolta ieri sera nella tradizionale cornice di Villa Ascari. Un’edizione particolarmente significativa che coincide con un importante traguardo: i primi trent’anni di attività dell’associazione. Il filo conduttore della serata è stato il “Tempo”: quello trascorso, che ha permesso ad Amo di crescere, consolidarsi e diventare oggi una delle realtà socio-sanitarie più apprezzate del territorio, con oltre 300 tesserati e quasi un centinaio di volontari attivi, quello presente e quello futuro. A condurre la serata sono state presidente di Amo Franca Pirolo, la vicepresidente Eva Altimani e gli psicologi Dania Barbieri e Matteo Palmieri. che hanno ringraziato gli sponsor della serata, la famiglia Ascari per la location, i camerieri della serata (volontari Amo ai quali è stato riservato un applauso speciale) e tutti i presenti, tra cui vari medici e infermieri dell’ospedale Ramazzini di Carpi, il vicario generale monsignor Ermenegildo Manicardi, oltre a volontari e cittadini. La nuova direttrice dell’Oncologia di Carpi, Claudia Mucciarini, ha sottolineato il ruolo fondamentale dei volontari di Amo accanto ai pazienti e al personale sanitario. Hanno portato il loro contributo il sindaco Riccardo Righi e il direttore generale dell’Azienda Usl di Modena Mattia Altini: sul tema “caldo” della Radioterapia, Altini rivolgendosi alla presidente Pirolo ha affermato un lapidario “Non ti deluderò”, mentre in merito al nuovo ospedale ha lanciato come data il 2030/2031, annunciando anche “un anticipo di tre anni” rispetto alle previsioni.
Tra le sorprese più emozionanti della serata, la lettera di felicitazioni inviata dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato di sua Santità Leone XIV, per il trentennale dell’associazione con la benedizione del Papa, e ricevuta grazie all’intercessione di monsignor Manicardi.
Uno dei momenti più sentiti è stato quello della consegna dell’Amo d’Oro, il riconoscimento che l’associazione attribuisce a chi, attraverso il proprio lavoro o il volontariato, si distingue nella vicinanza ai pazienti oncologici. La motivazione ha richiamato l’esistenza di un “tempo della cura”, fatto non solo di terapie ma anche di attenzione, ascolto e presenza. “Per le mani che curano, per le parole che confortano, per i sorrisi che non mancano mai anche nelle giornate più dure; per la competenza nelle cure, avete fatto la differenza per noi, e non lo dimenticheremo mai”. Con queste parole, l’Amo d’Oro è stato conferito alle infermiere dell’Oncologia e della Radioterapia dell’ospedale di Carpi, protagoniste silenziose ma fondamentali del percorso di cura di tanti pazienti e delle loro famiglie.
Amo d’Oro
Particolarmente significativo anche il momento dedicato al Premio Donata Testi 2026. In occasione del trentennale, eccezionalmente, il riconoscimento è stato assegnato a due persone che hanno contribuito in maniera decisiva alla crescita dell’associazione e dell’assistenza oncologica sul territorio. Il premio è stato consegnato a Maria Grazia Russomanno, che grazie alla collaborazione con Amo ha dato vita all’ambulatorio di Psiconcologia, aprendo una strada innovativa nell’accompagnamento dei malati e delle loro famiglie e contribuendo a sviluppare numerosi altri progetti di supporto. Il secondo Premio Donata Testi è andato a Fabrizio Artioli, figura centrale nella storia sanitaria carpigiana, fondatore dell’Oncologia di Carpi e tra i promotori della nascita stessa di Amo, che da sempre crea nei valori della accoglienza e del volontariato
da sinistra Riccardo Righi, Mattia Altoni, Claudia Cucciarini e Franca Pirolo
La serata si è conclusa con la musica di Paolo Belli, salito sul palco per regalare ai presenti un finale carico di energia, sorrisi ed emozioni. E di grande umanità.




