Diocesi.
Attualità, Carpi, Chiesa, Modena
Pubblicato il Giugno 13, 2026

Diocesi. Castellucci: “Serve un cambio di passo nelle proposte di formazione dai bambini agli adulti”

Questa mattina a Modena l’assemblea interdiocesana ha fatto il punto sul cammino dei Servizi e dei Vicariati. La preghiera interreligiosa per la pace nel ricordo dei fatti del 16 maggio

Da sinistra Simone Ghelfi, Alessandra Gallo, mons. Erio Castellucci, mons. Maurizio Trevisan e Francesco Panigadi

 

Don Giacomo Violi

Si è tenuta questa mattina, nella chiesa di Gesù Redentore, l’assemblea pastorale interdiocesana, presieduta dall’arcivescovo Erio Castellucci, alla presenza di sacerdoti, religiosi, operatori e fedeli di Modena-Nonantola e di Carpi. L’appuntamento è stato introdotto dal commento biblico a cura di don Giacomo Violi, con una riflessione sull’incontro di Filippo e l’eunuco etiope (Atti 8,26-40), un testo scelto dal vescovo Erio per declinare il profilo di una chiesa in uscita ispirata dallo Spirito.

Nell’occasione l’arcivescovo ha parlato dell’importanza di una «Chiesa in uscita» e di «un nuovo paradigma dell’iniziazione cristiana» che possa esprimersi attraverso «un rinnovamento della metodologia». Per Castellucci si tratta di «tenere quanto di buono è già stato fatto», dando vita a una «visione più integrale e globale» della formazione. L’invito – ha proseguito – è quello di «partire dall’esperienza concreta e avere l’elasticità necessaria a ricavare il Vangelo dalla realtà di tutti i giorni».

L’arcivescovo ha così parlato di «nuovi strumenti», anche digitali – che è un’esigenza emersa dal Sinodo – per superare le proposte «solamente dottrinali, spesso incasellate nell’anno scolastico». L’esempio è quello delle «prime comunità cristiane che sperimentavano, nelle case «le quattro dimensioni dell’Annuncio, dell’unione fraterna, della frazione del pane (l’Eucaristia) e della preghiera». Per Castellucci è importante la «dimensione esperienziale, fondata dall’accoglienza dell’umano» a cui, citando l’enciclica Gaudium et Spes, la Chiesa «non è indifferente».

Il punto su Vicariati e Servizi

È intervenuto anche monsignor Maurizio Trevisan, vicario episcopale per l’ambito pastorale, che ha parlato del percorso di unificazione. Il vicario ha illustrato i risultati delle venti assemblee vicariali realizzate nel territorio, alle quali hanno partecipato i presbiteri e 227 laici. Dai territori – ha detto – nasce l’esigenza di «rallentare il passo e camminare tutti insieme, in ascolto delle comunità», affinché l’unificazione nasca dal basso. La partecipazione dei laici è stata contrassegnata dalla «franchezza» e non sono mancate «difficoltà, resistenze o richieste di cambio di rotta». Ma è prevalso il dialogo costruttivo, che ha dato priorità a temi come la «formazione», la «conoscenza reciproca», la tessitura di «relazioni autentiche» (al fine di «camminare insieme» e, soprattutto, la crescita nella «comunicazione», partendo dalla «condivisione» di quello che si fa già. Inoltre, i responsabili dell’ambito Annuncio, Simone Ghelfi, e prossimità, Francesco Panigadi, hanno presentato l’avanzamento dei lavori dei Servizi pastorali.

Piattaforma digitale “Passi di vita”

È stata anche presentata la piattaforma digitale “Passi di vita”, proposta dall’Ufficio catechistico regionale dell’Emilia-Romagna e consultabile attraverso il portale www.passidivita.net. Castellucci ha spiegato che la piattaforma nasce per «una formazione integrale alla vita di fede, dagli zero ai novantanove anni».

Preghiera per la pace

L’appuntamento si è concluso con un momento di preghiera interreligiosa, che ha visto la partecipazione dell’arcivescovo e di altri leader religiosi. Erano presenti infatti Adil Laamane, in rappresentanza dell’Unione delle comunità islamiche di Modena, Pierangela Panini, del Consiglio delle chiese cristiane di Modena (la cui presidenza spetta quest’anno alla Chiesa evangelica metodista); Vimalaratana Tero, monaco della comunità buddhista Tempio Maitri Vihara di Spilamberto.

 

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