Togliamo il dolore
Etica della vita, una rubrica a cura di Gabriele Semprebon
Il dolore, soprattutto verso la fine della vita, è un focus importante a cui dedicare studio e umanità. L’Associazione internazionale per lo studio del dolore, lo definisce come un’esperienza sensoriale ed emotiva spiacevole, associata a un reale danno del nostro organismo. Il problema per il curante è, in prima istanza, la valutazione del dolore, in quanto non esiste strumento o esame diagnostico che oggettivamente possa quantificarlo nel paziente, inoltre, è anche una realtà multidimensionale, ovvero, non tocca solo l’aspetto fisiopatologico ma anche quello psicologico e sociale. La misurazione di quanto uno soffre è, sostanzialmente, una autovalutazione, anche se esistono strumenti validati che possono orientare verso la definizione quantitativa e qualitativa del dolore, esistono scale analogiche visive, scale di valutazione numerica, scale verbali e scale facciali. Inoltre, sono stati messi a punto dei questionari e il medico preparato, può approfondire la classificazione del dolore risalendo anche alla dinamica fisiopatologica che l’ha innescato, trovandone le cause e, di conseguenza, facilitandone la soluzione con rimedi appropriati.
Molto importante rimane il colloquio anamnestico con il paziente e questo va sottolineato perchè, comunque sia, il dialogo e l’ascolto del paziente rimane fondamentale non solo per la valutazione del dolore ma per tutto l’approccio diagnostico e terapeutico in sé. Per quanto riguarda il nostro tema, il dialogo fatto correttamente, unito alla visita, potrà condurre alla rilevazione dell’intensità del dolore, di quanto questo interferisca con le attività della vita quotidiana, qual è il reale percepito dal paziente rispetto alla qualità della vita e anche quali sono state, fino a quel momento, le terapie più efficaci secondo la percezione del malato stesso. Questi piccoli concetti sul dolore ci introducono in un tema enorme ed urgente perché è inammissibile, rispetto alla scienza medica e rispetto alla dignità del paziente che, ad oggi, ancora si senta urlare delle persone per il dolore o manchino approcci adeguati a ogni tipo di sofferenza, infatti, il dolore è un’esperienza che non toglie solo il benessere in una parte precisa del corpo ma getta la persona in un gorgo di difficoltà immani. Impegniamoci, dunque, per togliere il dolore e la sofferenza dal letto dei nostri fratelli infermi!




