Giovani, territorio e comunità: il 17 giugno all’Auditorium Loria convegno una ricerca promossa dal Centro Ferrari di Modena
L'appuntamento, promosso dal Centro Culturale Francesco Luigi Ferrari, dalla Fondazione SIAS, dalle ACLI e dal settimanale diocesano Notizie, è fissato per mercoledì 17 giugno alle ore 18.00
di Pietro Paulo Spigato
Ha ancora senso investire nella comunità locale? In un tempo segnato da relazioni sempre più frammentate, da forme di partecipazione che cambiano rapidamente e da giovani spesso descritti come distanti dall’impegno collettivo, la domanda appare tutt’altro che scontata. È proprio da qui che prenderà avvio l’incontro pubblico in programma mercoledì 17 giugno alle ore 18.00, all’Auditorium Loria di Carpi, promosso dal Centro Culturale Francesco Luigi Ferrari, dalla Fondazione SIAS, dalle ACLI e dal settimanale diocesano Notizie. L’appuntamento nasce da un interrogativo che riguarda da vicino il presente e il futuro del territorio, che non può non passare da una nuova ridefinizione del ruolo di associazioni, volontariato e organizzazioni di rappresentanza. Questi soggetti sono i cosiddetti corpi intermedi, spina dorsale per generazioni delle comunità locali, e di cui oggi si torna a trattare per capire quale tipo d’importanza possano avere in prospettiva, nel tentativo delle nuove generazioni di continuare a costruire un futuro nel proprio territorio.
Per cercare di rispondere a queste domande è stata realizzata la ricerca “La comunità locale oggi: partecipazione giovanile e corpi intermedi a Carpi” , uno studio che ha coinvolto giovani volontari e giovani imprenditori locali attraverso una serie di focus group. Più che raccogliere semplici opinioni, il lavoro dei ricercatori ha cercato di ascoltare esperienze concrete, aspettative, criticità e desideri di chi oggi vive in prima persona il rapporto con il mondo associativo, economico e civico della città. L’idea di fondo è che comprendere come i giovani guardano alla partecipazione significa comprendere qualcosa di importante sul futuro della comunità stessa. In una fase storica in cui molte organizzazioni sono chiamate a interrogarsi sul ricambio generazionale e sulla propria capacità di parlare alle nuove generazioni, ascoltare direttamente i protagonisti diventa infatti un passaggio essen-ziale. I risultati della ricerca saranno presentati dai ricercatori che hanno condotto l’indagine, oltre a chi scrive, Davide Santoriello e Francesco Turchi, nell’incontro presieduto da Federico Covili, presidente del Centro Culturale Francesco Luigi Ferrari. La restituzione dello studio rappresenterà soprattutto il punto di partenza per una riflessione più ampia che coinvolgerà voci ed esperienze diverse della comunità locale.
Sara Prandi (Agesci): stare sul territorio e coltivare relazioni
Tra gli ospiti chiamati a intervenire ci sarà Sara Prandi, incaricata alla branca R/S (Rover e Scolte) della zona di Carpi, che porterà il punto di vista di una realtà da sempre impegnata nell’educazione dei giovani alla cittadinanza attiva, alla responsabilità e al servizio. “Sono tematiche di cui non si parla abbastanza – testimonia Prandi – investire nel nostro territorio è qualcosa di molto importante e di cui sono fermamente convinta. Al tempo stesso, da educatrice, cerco di non sfiduciare i ragazzi a vivere esperienze di internazionalità. È fondamentale investire sulle relazioni che, almeno nel mio caso, sono quello che mi ha portato anche a scegliere il servizio di educatrice, rimanendo qua. Stare sul territorio e vivere le persone dà la possibilità di costruire relazioni molto significative”.
Accanto a lei parteciperanno al confronto mons. Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola e Carpi, il sindaco Riccardo Righi e Chiara Borellini della direzione aziendale Giorgio Bormac Srl. Un dialogo che metterà a confronto prospettive differenti: istituzionali, economiche, educative ed ecclesiali, creando una riflessione su come costruire oggi una comunità capace di coinvolgere le persone e valorizzarne il contributo. L’iniziativa si inserisce nel percorso “Nuove prospettive modenesi. Valori, idee e progetti per il futuro”, promosso dalla Fondazione SIAS e dal Centro Culturale Francesco Luigi Ferrari, che negli ultimi anni ha cercato di stimolare occasioni di studio, confronto e proposta sui principali cambiamenti che attraversano il territorio. L’incontro ha l’ambizione di quella di offrire alla città uno spazio di confronto aperto, nel quale i dati raccolti possano trasformarsi in domande condivise e, possibilmente, in nuove piste di lavoro.
Perché parlare di partecipazione non significa discutere soltanto del futuro delle associazioni o del volontariato, ma interrogarsi sul modo in cui una comunità sceglie di affrontare le proprie sfide e di immaginare il proprio domani. “Sul territorio c’è ancora tanto da costruire – rivela Prandi – ci sono tantissime associazioni che spesso faticano a collaborare. Un esempio virtuoso è stato quello della Fiera dei Servizi, così come la mobilitazione per la Pace e la non violenza, durante il periodo più intenso della Global Sumud Flottilla. Auspico una collaborazione profonda tra le realtà territoriali che non si animi solo nei periodi di emergenza, ma che si unisca intorno ai temi comuni più importanti, creando un dialogo. Una relazione dove le istituzioni facciano sentire la propria vicinanza come garanti”.




