Comunità Nuova, nella sostanza già uniti. La priorità va alla formazione
di Luigi Lamma
Questa volta niente data. Saranno rimasti delusi i cronometristi che ad ogni uscita pubblica del Vescovo, immancabilmente, da sei anni a questa parte, pongono la fatidica domanda: a quando l’unificazione delle due diocesi? Invece niente data, ma molto di più di una data è stato comunicato da mons. Castellucci all’assemblea interdiocesana di sabato scorso a Modena. Ai più attenti non dovrebbe essere sfuggita un’affermazione che sposta l’attenzione dal calendario alla realtà, in particolare l’invito a prendere atto del cammino percorso e delle scelte compiute, specie questo ultimo anno, che hanno un significato ben preciso: “anche se non c’è l’unificazione formale di fatto c’è un’unificazione sostanziale”.
È bene riepilogare questi passaggi così da essere tutti più consapevoli e informati: la riorganizzazione dei servizi pastorali, ora 11 suddivisi nelle due aree dell’annuncio/formazione e della prossimità, l’istituzione dei cinque vicariati e, grazie ad un lungo percorso partecipato, la nomina dei Vicari zonali; prima ancora c’era stata la creazione del consiglio episcopale interdiocesano composto dai due vicari generali e i vicari episcopali per la carità, la pastorale e l’amministrazione.
L’unificazione “formale” arriverà, come aveva dichiarato il Vescovo nell’intervista a Notizie, ma il cammino dell’unità delle due comunità diocesane è già tracciato ed è a buon punto, rispettando i criteri assegnati di semplificazione e sussidiarietà tra centro e periferia. Certo nessuno si augura tempi biblici anche per l’unificazione formale, si spera di non dover attendere i 24 anni che ci sono voluti per le diocesi di Cuneo- Fossano, perché anche gli aspetti giuridici, amministrativi e le relazioni istituzionali richiedono chiarezza nei processi e nelle responsabilità.




