Comunità
Attualità, Chiesa, Editoriali, Il Settimanale
Pubblicato il Giugno 17, 2026
Editoriale

Comunità Nuova, nella sostanza già uniti. La priorità va alla formazione

di Luigi Lamma

Questa volta niente data. Saranno rimasti delusi i cronometristi che ad ogni uscita pubblica del Vescovo, immancabilmente, da sei anni a questa parte, pongono la fatidica domanda: a quando l’unificazione delle due diocesi? Invece niente data, ma molto di più di una data è stato comunicato da mons. Castellucci all’assemblea interdiocesana di sabato scorso a Modena. Ai più attenti non dovrebbe essere sfuggita un’affermazione che sposta l’attenzione dal calendario alla realtà, in particolare l’invito a prendere atto del cammino percorso e delle scelte compiute, specie questo ultimo anno, che hanno un significato ben preciso: “anche se non c’è l’unificazione formale di fatto c’è un’unificazione sostanziale”.

È bene riepilogare questi passaggi così da essere tutti più consapevoli e informati: la riorganizzazione dei servizi pastorali, ora 11 suddivisi nelle due aree dell’annuncio/formazione e della prossimità, l’istituzione dei cinque vicariati e, grazie ad un lungo percorso partecipato, la nomina dei Vicari zonali; prima ancora c’era stata la creazione del consiglio episcopale interdiocesano composto dai due vicari generali e i vicari episcopali per la carità, la pastorale e l’amministrazione.

L’unificazione “formale” arriverà, come aveva dichiarato il Vescovo nell’intervista a Notizie, ma il cammino dell’unità delle due comunità diocesane è già tracciato ed è a buon punto, rispettando i criteri assegnati di semplificazione e sussidiarietà tra centro e periferia. Certo nessuno si augura tempi biblici anche per l’unificazione formale, si spera di non dover attendere i 24 anni che ci sono voluti per le diocesi di Cuneo- Fossano, perché anche gli aspetti giuridici, amministrativi e le relazioni istituzionali richiedono chiarezza nei processi e nelle responsabilità.

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