Gran Galà di Amo, 30 anni per i malati oncologici
Premio "Donata Testi" a Fabrizio Artioli e Maria Grazia Russomanno
di Maria Silvia Cabri
“Ricordi l’albero, la bellezza delle proprie radici”: è una frase di Pablo Neruda quella scelta per presentare la 21ª edizione del Gran Galà di Amo – Associazione Malati Oncologici, che si è svolta l’11 giugno nella tradizionale cornice di Villa Ascari. Un’edizione particolarmente significativa che coincide con un importante traguardo: i primi trent’anni di attività dell’associazione.
Il filo conduttore della serata è stato il “Tempo”: quello trascorso, che ha permesso ad Amo di crescere, consolidarsi e diventare oggi una delle realtà socio-sanitarie più apprezzate del territorio, con oltre 300 tesserati e quasi un centinaio di volontari attivi. Quello presente, ricco di progetti, e quello futuro. A condurre la serata sono state la presidente di Amo Franca Pirolo, la vicepresidente Eva Altimani e gli psicologi Dania Barbieri e Matteo Palmieri, che hanno ringraziato gli sponsor della serata, la famiglia Ascari per la location, i camerieri della serata (volontari Amo ai quali è stato riservato un applauso speciale) e tutti i presenti, tra cui vari medici e infermieri dell’ospedale Ramazzini di Carpi, il vicario generale monsignor Ermenegildo Manicardi, oltre a volontari e cittadini.
La nuova direttrice dell’Oncologia di Carpi, Claudia Mucciarini, ha sottolineato il ruolo fondamentale dei volontari di Amo accanto ai pazienti e al personale sanitario. Hanno portato il loro contributo il sindaco Riccardo Righi e il direttore generale dell’Azienda Usl di Modena, Mattia Altini.




