Fede, coraggio e l’amore: l’eredità spirituale di Odoardo Focherini a Mirandola
di Francesco Manicardi
Odoardo Focherini, figura luminosa della storia diocesana, è stato ricordato nella messa celebrata a da don Francesco Cavazzuti nel Duomo di Mirandola il 6 giugno scorso. La sua vita, segnata da una fede profonda e da un instancabile impegno sociale, intreccia indissolubilmente il suo nome a quello della comunità locale mirandolese e alla sua amata moglie Maria Marchesi. Dal matrimonio celebrato in Duomo a Mirandola nel 1930, Odoardo e Maria costruirono una famiglia numerosa e unita insieme ai 7 figli – dei quali è vivente la sola settima nata, Paola – diventando esempio di dedizione e solidarietà.
Focherini fu promotore di numerose iniziative religiose e sociali, come la nascita degli Esploratori Cattolici (l’Agesci) a Carpi, ad imitazione del reparto mirandolese fondato da don Francesco Venturelli. Nel maggio 1937 si svolse il grande Congresso eucaristico a Mirandola, organizzato da Odoardo: 20mila persone in piazza Vittorio Emanuele, pronte a ricevere catechesi e pensieri spirituali. Addobbi fra le colonne del Duomo, sull’altare il Santissimo esposto all’adorazione popolare; Odoardo è lì, in prima fila, come presidente diocesano di Azione Cattolica, felice in abito da cerimonia: non può immaginare che un pezzetto di quell’abito finirà all’interno di quell’altare come reliquia.




