Abitare: un diritto in cerca di casa
L’allarme di Cella (Sicet-Cisl): “Anche a Carpi il lavoro non basta più per pagare l’affitto”
di Maria Silvia Cabri
Carpi, storicamente nota per il suo dinamismo economico e la capacità di integrare lavoro e qualità della vita, sta affrontando una sfida che non riguarda più solo le grandi metropoli, ma che sta incidendo profondamente sul nostro tessuto cittadino: l’emergenza abitativa. Quella che fino a pochi anni fa poteva apparire come una criticità isolata, si è trasformata in una vera e propria crisi strutturale, capace di minare la stabilità di intere famiglie e di frenare le prospettive di crescita del territorio.
Perché è un’emergenza?
La situazione attuale non è frutto di una singola causa, ma di una tempesta perfetta. Da un lato, il mercato immobiliare carpigiano ha visto una contrazione drastica dell’offerta di alloggi a canone calmierato; dall’altro, l’aumento del costo della vita e l’instabilità dei redditi hanno reso i prezzi di mercato proibitivi per una larga fetta della popolazione. A questo si aggiunge un deficit cronico nel parco di edilizia residenziale pubblica, incapace di rispondere a una domanda che si è fatta non solo più numerosa, ma anche più diversificata, includendo ora nuclei familiari che un tempo venivano considerati parte della classe media.




