“La chiesa madre”, 842° anniversario di consacrazione della Sagra
Attualità, Carpi, Chiesa

Pubblicato il

9 Luglio 2026

“La chiesa madre”, 842° anniversario di consacrazione della Sagra

Mercoledì 15 luglio ricorre l’842° anniversario della consacrazione della pieve di Santa Maria in Castello, detta la “Sagra”: il medievista Paolo Golinelli spiega il rapporto di questo luogo di culto carpigiano, dalle origini antichissime, con i “grandi” dell’XI-XII secolo

di Virginia Panzani

 

Pieve di Santa Maria in Castello, la Sagra, in piazzale Re Astolfo a Carpi

 

Fu un pontefice anziano era ultrasettantenne – e malato, Lucio III, il cistercense Ubaldo Allucingoli, a consacrare la pieve di Santa Maria in Castello a Carpi il 15 luglio 1184, durante il suo viaggio verso Verona, dove avrebbe incontrato l’imperatore Federico Barbarossa e dove morì nel 1185. Qualche giorno prima, il 12 luglio, aveva consacrato il Duomo di Modena. Per l’occasione il Papa concesse alla pieve carpigiana un privilegio straordinario: l’indulgenza a chi vi si fosse recato, confessato e comunicato ogni anno nell’anniversario della consacrazione o nel giorno dell’Assunzione di Maria. Tale fu la solennità dell’evento da imprimersi per sempre nella memoria collettiva: da allora infatti la chiesa iniziò ad essere chiamata familiarmente “la Sagra”, ovvero “la Consacrata”.

VIII centenario con il vescovo Maggiolini

Il professor Paolo Golinelli, già ordinario di Storia Medievale all’Università degli Studi di Verona e presidente dell’Associazione Matildica Internazionale, conosce molto bene la Sagra, avendole dedicato varie ricerche e pubblicazioni. E’ ancora vivo in lui il ricordo dell’importante incontro tenutosi nell’autunno 1984 in Teatro Comunale a Carpi per l’VIII centenario della consacrazione della pieve. “Fu chiamato a tenere la conferenza il mio maestro, Ovidio Capitani. Presiedeva l’allora vescovo di Carpi, monsignor Alessandro Maggiolini – racconta Golinelli – . Il professor Capitani ricostruì il viaggio di Papa Lucio III, da Rimini a Verona, passando per Bologna, Modena, dove pure consacrò il Duomo, Carpi e, dal 1° agosto a Verona, da dove emanò la decretale Ad abolendam , per combattere l’eresia catara. Ricordo il commento di Maggiolini: ‘Abbiamo applaudito, abbiamo apprezzato, ma per comprendere dovremo leggere il testo’. Aveva ragione: i saggi di Capitani erano sempre molto densi”.

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