Pubblicato il
3 Settembre 2026Missioni, la fede vive nel servizio
Don Fabio Barbieri e alcune volontarie di Mirandola in visita alle religiose e alla gente di Gostime in Albania
di Virginia Panzani
Dal 5 all’11 luglio scorsi, una delegazione della parrocchia di Santa Maria Maggiore in Mirandola si è recata in visita nel villaggio di Gostime in Albania – non lontano da Gramsh, a sud ovest della città di Elbasan dove risiedono le consacrate del Movimento Contemplativo Missionario Charles De Foucauld. Del gruppo, guidato dal parroco, don Fabio Barbieri, hanno fatto parte suor Mary Roselet Fernandez, Antonella Iasiello, Viviana Bruschi, Franca Cavazza e Rita Testi.
Si è trattato del terzo viaggio consecutivo di una delegazione mirandolese a Gostime. Da diversi anni, infatti, la parrocchia di Mirandola, insieme al Centro Missionario di Carpi, intrattiene un legame di amicizia e di solidarietà con questa realtà, sostenendo l’operato di suor Zaveria e suor Teresinha. Le due religiose si dedicano, in particolare, al servizio delle persone disabili e in condizioni di vulnerabilità. Visitano malati e anziani nelle case, offrendo supporto alle famiglie in forte disagio economico.
Il viaggio ha fornito l’occasione per consegnare aiuti e donazioni dalla parrocchia di Santa Maria Maggiore, da associazioni e privati. Da parte sua, la volontaria Rita Testi – giunta per la seconda volta a Gostime – ha dipinto e donato il quadro raffigurante la “Madonna della tenerezza”. L’opera è stata collocata presso la missione per sostituire una precedente icona dello stesso soggetto, custodita dalle suore, irrimediabilmente rovinata a seguito delle vicissitudini nel periodo del regime comunista.
Durante la permanenza di sei giorni la delegazione, insieme a suor Zaveria e suor Teresinha, ha visitato varie famiglie con figli disabili, entrando in contatto con situazioni di grave povertà e isolamento, ma trovando sempre un’accoglienza calorosa e fraterna.
In un contesto territoriale caratterizzato dall’assenza di strutture specializzate o di sussidi statali, la presenza delle suore rappresenta l’unico reale punto di riferimento e sostegno per i nuclei familiari in difficoltà. Un pomeriggio a settimana è dedicato all’accoglienza dei ragazzi disabili, coinvolti, con la collaborazione di alcuni giovani volontari, in attività manuali, musica e giochi.
Nel frattempo, suor Zaveria e suor Terezinha offrono alle madri uno spazio di ascolto e di condivisione. Si organizzano, inoltre, pomeriggi settimanali di animazione per i bambini nel cortile di una vicina scuola, situata in uno dei quartieri più indigenti della zona.
Per don Fabio e le volontarie mirandolesi è stata un’esperienza intensa, che non solo ha rinnovato una promessa di vicinanza, ma ha anche donato loro una profonda testimonianza di fede incarnata nel servizio quotidiano agli ultimi. Un seme di speranza che dimostra, ancora una volta, come la carità evangelica sia la sola luce capace di illuminare ogni periferia umana.




