Tu
In cammino con la Parola
Pubblicato il Luglio 17, 2026

Tu sei buono, Signore, e perdoni

Vangelo di domenica 19 luglio

Dal Vangelo secondo Matteo

(Forma breve)

In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i ser vi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania? Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo! E i servi gli dissero: Vuoi che andiamo a raccoglierla? No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio».

Commento

A cura di Rosalba Manes

Nella XVI domenica del tempo ordinario, Matteo continua a consegnarci il grande discorso in parabole di Gesù. Il Maestro ama parlare di Dio agli uomini con il linguaggio dei campi e della quotidianità. All’ottimismo del seminare ogni tipo di terreno, il seminatore coniuga l’ingenuità di chi, dopo aver seminato il campo, va tranquillamente a riposare. Ma la notte non è mai solo il tempo del sonno, è anche il tempo del tranello, della scaltrezza, del manifestarsi dell’iniquità e dell’ingiustizia.

C’è, però, qualcuno – il nemico – che approfitta del riposo del seminatore per violare la sua proprietà e seminare ciò che può rovinare il raccolto, con l’intento di distruggere la sua opera. La zizzania, il cui nome viene dalla radice znh («commettere fornicazione»), infatti, è uno scimmiottamento del grano: è una graminacea, detta “loglio cattivo”, che somiglia alla spiga di grano, ma che danneggia le coltivazioni perché i suoi semi, coprendosi di una sorta di muffa e mescolandosi al grano, rendono amara la farina. Questo loglio, in primavera, si confonde con i cereali buoni e li danneggia. Solo quando arriva il tempo della mietitura, lo si può distinguere perché più corto e senza spighe.

Questo ci ricorda che quando il male viene seminato si confonde con il bene e sembra bello e desiderabile. Poi a lungo andare non può più nascondersi e viene alla luce. Quando appare la zizzania, infatti, i ser vi si stupiscono della sua presenza nel campo e chiedono spiegazioni al padrone che sa bene che l’artefice di quest’opera distruttrice è il nemico. Mentre i servi propongono di raccogliere subito la zizzania, il padrone invece invita ad attendere il tempo della mietitura e spiega che solo a crescita ultimata è possibile sradicare la zizzania evitando di estirpare anche il grano buono. In quel momento i mietitori potranno raccoglierla e bruciar-la, per conservare nel granaio solo il grano.

Gesù insegna così che, mentre l’uomo è sempre pronto a farsi giustizia da solo, il vero discepolo sa imparare dall’infinita pazienza di Dio l’arte dell’attesa della conversione dei peccatori. Inoltre nell’ermeneutica che egli dà, sollecitato dai suoi discepoli, il Maestro mostra che il giudizio non spetta agli uomini ma a Dio e getta una luce tutta escatologica sul racconto, aiutando ad immaginare la fine come una cernita tra il grano buono («i figli del regno», cioè coloro che hanno condotto una esistenza filiale, con il cuore disposto ad ascoltare e comprendere la Parola di Dio) e la zizzania («i figli del maligno», cioè coloro che hanno chiuso il loro cuore alla Parola).

Gesù invita così a non giudicare spietatamente le persone, il mondo e la storia, aiutando a pensare all’agire di Dio non come a un’azione che fa rumore, ma come a un dinamismo sotterraneo, a un processo di crescita lento e silenzioso e al tempo stesso estremamente incisivo ed efficace. Lo fa attraverso due immagini: il granello di senapa, che esprime il paradosso dell’infinitamente piccolo che diviene infinitamente grande, e il lievito, che mette l’accento sul dinamismo di ciò che sembra scomparire all’interno della massa, ma che in realtà è potenza di crescita e fermentazione.

Il regno dei Cieli non è una cosa da gestire alla maniera umana, ma un dinamismo che fa crescere la storia personale e universale, la fa avanzare verso la sua piena efflorescenza. È una potenza di vita che vivifica la storia secondo dei criteri che sono squisitamente divini: la pazienza, la piccolezza, l’umiltà. Il regno, come l’amore, non fa rumore, non cerca riconoscimenti, né “like”, né “follower”, ma ama il silenzio che libera la parola più significativa e suona la musica più sinfonica.

L’opera d’arte

Domenico Fetti, Parabola della zizzania, 1622 circa, Londra, Courtauld Gallery. Fetti, uno dei più originali pittori del barocco, nativo di Roma, si guadagnò il nome di “Mantuano” perché alla corte dei Gonzaga visse gli anni più importanti della sua carriera. In questa tela, di piccole dimensioni, dipinta nell’ambito della serie sulle parabole, l’artista pone al centro la figura del nemico. Non ha sembianze demoniache, ma di un uomo comune, dall’atteggiamento furtivo: avanza nel campo arato a solchi geometrici, stringendo un sacco al petto con il braccio sinistro mentre con la mano destra getta i semi cattivi. Il suo sguardo è teso, come se temesse di essere scoperto da un momento all’altro.

Nella parte inferiore, ecco i contadini crollati dalla stanchezza. A sinistra, due figure sono rannicchiate l’una sull’altra all’ombra di un grande tronco d’albero; a destra, un altro lavoratore è sdraiato a terra, con la camicia bianca che cattura la luce. Dormono ignari del pericolo, trasmettendo un senso di vulnerabilità che rispecchia alla perfezione il testo evangelico. Un pioppo svetta, violentemente agitato dal vento: il dettaglio simboleggia l’arrivo della “tempesta spirituale”, che rompe la quiete della natura e dell’esistenza umana.

V. P.

Campo Fossoli, 82° anniversario dell’eccidio di Cibeno
Domenica 12 luglio, ampia partecipazione al Campo di Fossoli per l’omaggio ai 67 caduti commemorazione nell’82° anniversario della strage del poligono di tiro di Cibeno
di redazione@notiziecarpi.it 
Pubblicato il 17 Luglio, 2026
Domenica 12 luglio, ampia partecipazione al Campo di Fossoli per l’omaggio ai 67 caduti commemorazione nell’82° anniversario della strage del poligono...
Residenza Stella, la cura che crea valore
Articolo pubbliredazionale
La bellezza non ha età: quando l’assistenza diventa un gesto d’amore verso la persona
di Giacomo Sforzi 
Pubblicato il 17 Luglio, 2026
La bellezza non ha età: quando l’assistenza diventa un gesto d’amore verso la persona
Sagra di Limidi, festa è… impegno di pace
Torna la Sagra di San Pietro in Vincoli ad animare il paese con un intenso programma religioso e ricreativo
di Giacomo Sforzi 
Pubblicato il 16 Luglio, 2026
Torna la Sagra di San Pietro in Vincoli ad animare il paese con un intenso programma religioso e ricreativo
Tariffe dei rifiuti: i sindaci Righi e Mezzetti promuovono un tavolo provinciale con istituzioni, imprese e sindacati
“Le famiglie e le imprese chiedono risposte, non polemiche. Serve un confronto serio per migliorare il sistema e avanzare proposte di cambiamento"
di Silvia 
Pubblicato il 16 Luglio, 2026
“Le famiglie e le imprese chiedono risposte, non polemiche. Serve un confronto serio per migliorare il sistema e avanzare proposte di cambiamento"