Premiazione del concorso letterario “Racconti intorno al fuoco”
Attualità, Carpi, Cultura e Spettacoli, Eventi

Pubblicato il

21 Settembre 2026

Premiazione del concorso letterario “Racconti intorno al fuoco”

Giovedì 1° ottobre, alle 18, in Sala Duomo a Carpi, premiazione della quarta edizione del concorso letterario “Racconti intorno al fuoco”, promosso dall’Associazione Intorno al Fuoco. L’evento si colloca nell’ambito della Festa del Racconto. Interverrà la scrittrice Laura Cappellazzo

Premiazione 2025

Si terrà giovedì 1° ottobre, alle 18, presso la Sala Duomo a Carpi, la premiazione della quarta edizione del concorso letterario Racconti intorno al fuoco”, promosso dall’Associazione Intorno al Fuoco. L’evento, aperto alla cittadinanza, si colloca nell’ambito della Festa del Racconto. La scrittrice Laura Cappellazzo, autrice del romanzo “Come braci sotto la cenere”, interverrà sul tema “La nascita dello scautismo femminile in Italia”. Ingresso gratuito senza prenotazione fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Come braci sotto la cenere

di Paolo Vanzini

L’aspetto più intrigante della lettura è la capacità che i libri hanno di sorprenderti, accompagnandoti verso punti di vista imprevedibili.  L’incontro con “Come braci sotto la cenere” di Laura Cappellazzo è un’esperienza di questo tipo. Lo è per chi non ha mai conosciuto la tematica che avvolge la storia, diciamo in generale lo scautismo o, meglio, il guidismo, ma lo è anche per chi invece di scautismo ha un po’ di esperienza o qualche infarinatura “storico-pedagogica” su questo metodo educativo.

Poi incontri l’autrice e scopri che lei per prima, a un certo punto della scrittura di questo libro, si è ritrovata in un territorio sconosciuto e affascinante, lei stessa stupita da ciò che i suoi personaggi le stavano raccontando. E capisci che quel libro ha davvero una bella storia da raccontare.

Una storia che si dipana negli ultimi anni della seconda guerra mondiale, in quella “Roma città aperta” che, sebbene inizialmente risparmiata, arriverà a conoscere tutte le violazioni umane e materiali di un conflitto spaventoso; e a quel punto nessuna violenza le viene risparmiata: dagli eccidi alle deportazioni alla fame, alla devastazione del tessuto civile e sociale.

In questo contesto si accende una luce o, meglio, riprende forza una brace che covava sotto la cenere: grazie a un gruppo di ragazze di famiglie molto benestanti nasce lo scautismo femminile italiano.

Questa è la storia, poi c’è l’anima.
Il vero racconto è quello di come un gruppo di giovani donne, in una situazione di generale devastazione, abbia maturato la chiara consapevolezza della necessità di disegnare un ruolo nuovo per l’intero genere femminile. Un ruolo apparentemente impensabile in quel contesto, ma imprescindibile, in previsione della ripartenza di un paese martoriato. In anni in cui le donne non sono nemmeno considerate adeguate ad esprimersi con il voto, queste ragazze decidono di investire in un futuro visionario in cui, dopo il ritorno dei maschi dal fronte, la società non torni più ad essere esclusivo appannaggio delle decisioni di uomini, con un contorno di donne nel ruolo di tappezzeria esteticamente gradevole.

Sono consapevoli delle loro capacità, forza di volontà, coraggio e intelligenza. Qualcosa arde nei loro sguardi ed è la certezza di poter fare la propria parte per l’intero paese, una parte preziosa ed esclusiva, non subalterna ma complementare a quella degli uomini. Qualcosa di nuovo e impensabile nell’Italia degli anni ‘40. Hanno lo sguardo vigile di chi ha visto una necessità e una possibile soluzione, e ci si lancia anima e corpo affidando il risultato alla Provvidenza.

E così, ispirandosi al “grande gioco” degli scout, profondamente radicato nelle loro famiglie, di cui fanno parte nomi appartenenti alla storia dello scautismo italiano (maschile), inventano una versione che non sarà una mera imitazione, ma una profonda rilettura al femminile dell’intera proposta educativa scout.

Remano convintamente contro il pregiudizio, gli stereotipi, i luoghi comuni e decidono di provare a mostrare, anche alle ragazze, una via verso la libertà, l’autodeterminazione e la possibilità di rendere il mondo un po’ migliore, intervenendo in prima persona. Lo fanno con una consapevolezza e una progettualità che davvero stridono, per contrasto, con l’infima considerazione per il “sesso debole” che era così chiara impronta culturale e sociale del tempo; si lanciano nell’avventura guidate dalla splendida figura di un sacerdote altrettanto illuminato, quel padre Ruggi d’Aragona, anche lui già padre dello scautismo, poi lungimirante ispiratore di un tempo nuovo in cui sarà possibile addirittura il “guidismo”.

E pianificano, con la meticolosità e la cura per le cose ben fatte; niente viene lasciato al caso e il progetto prosegue per passi in ordine di importanza: prima di tutto chiarire bene gli obiettivi, poi formare le formatrici, le capo che, solo quando saranno pronte, porteranno la proposta alle ragazze più giovani…

Laura non proviene dallo scautismo ma ne ha raccolto fonti e testimonianze da osservatrice esterna. Nel frattempo osservava le figlie viverlo da protagoniste, nei campi e nelle uscite. Sorprende l’accuratezza con cui sa legare il senso profondo delle origini alle esperienze delle Guide di 80 anni dopo, riconoscendo quei valori iniziali e visionari in ragazze solide e capaci che vivono il nostro tempo. Ma lei dice che probabilmente è più facile essere buoni osservatori di un fenomeno stando all’esterno.

Incontreremo Laura Cappellazzo e commenteremo con lei il suo “Come braci sotto la cenere”, il 1° ottobre 2026, nell’ambito della premiazione del concorso letterario nazionale “Intorno al fuoco”, nella cornice del Festival del Racconto, a Carpi. Sarà un’occasione preziosa per riflettere e confrontarsi sul ruolo femminile nella società, riscoprendo le radici del pensiero libero che ha generato l’esperienza delle Guide.

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