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10 Settembre 2026L’acqua che manca e quella che travolge
Nel 2022 il Po toccava il minimo da due secoli e il Secchia era una lingua di sabbia. Pochi mesi dopo, la pioggia travolgeva la regione. È lo stesso clima a darci la siccità e l'alluvione.
di Daniele Losi
Chi è passato sul ponte del Secchia, nell’estate del 2022, ha visto una cosa che non si dimentica: il fiume non c’era quasi più. Il Po segnava la portata più bassa da oltre due secoli. Pochi mesi dopo, la stessa terra raccontava l’esatto contrario: nel maggio 2023 l’Emilia-Romagna finiva sott’acqua, con diciassette morti e oltre trentaseimila sfollati. Prima l’acqua che manca, poi l’acqua che travolge.
Non è una contraddizione, spiega Aldo Meschiari, divulgatore ambientale: «Siccità e alluvioni sono le due facce della stessa medaglia». Un’atmosfera più calda funziona come una spugna più grande: trattiene più vapore prima di rilasciarlo, circa il 7 per cento in più per ogni grado. Nei periodi senza pioggia il caldo fa evaporare di più e arriva la siccità; quando finalmente piove, quella spugna gonfia si strizza tutta in una volta. «Quello che una volta era un temporale — osserva Meschiari — oggi diventa un nubifragio»: come quello che tra maggio e giugno si è abbattuto su Carpi, o il tornado che colpì Fossoli.
Sul campo, quella spugna si vede a occhio nudo. «O il tuo terreno è una spugna in grado di assorbire tutta quella quantità d’acqua in poco tempo, o quell’acqua va subito nei fossi», racconta Gianluca Bergianti, dell’azienda agricola biodinamica Terre Vive a Gargallo di Carpi: il terreno compattato dall’agricoltura convenzionale non trattiene le bombe d’acqua — «non è un’acqua sana». Sulla siccità ha fatto scelte nette — «la vigna non è irrigata» — dopo che nel 2022 il pozzo artesiano dell’azienda ha iniziato a tirare su sabbia: «Se rimaniamo a secco noi, vuol dire che tanta gente è già senza acqua».
La risposta, avverte Meschiari, non è continuare ad alzare gli argini: «Se canalizzi il fiume e un argine si rompe, allaghi un’intera provincia». La strada opposta, indicata anche dalla Nature Restoration Law europea, è «restituire ai fiumi le loro zone di esondazione».
«L’accesso all’acqua potabile e sicura è un diritto umano essenziale», scrive Papa Francesco nella Laudato si’ (n. 30). l’acqua lega il clima alla terra, la terra all’economia, l’economia alla giustizia.
| I numeri dell’acqua 2022: il Po tocca la portata minima da oltre due secoli; Secchia ed Enza scendono sotto i minimi storici ~13 miliardi di euro: il costo stimato della siccità 2022 per il sistema-Paese Maggio 2023: 17 vittime, oltre 36.600 sfollati, migliaia di frane; danni per 8,5-10 miliardi (≈ 1 mld al solo settore agricolo) Evento senza precedenti nella serie storica idrologica iniziata nel 1921 2024: piogge le più abbondanti in oltre 60 anni (oltre 1.200 mm); 19 eventi estremi, tra cui due alluvioni (settembre e ottobre) +7% circa di umidità che l’aria può trattenere per ogni grado di riscaldamento Fonti: Arpae Emilia-Romagna, AIPo, Protezione civile regionale |
| Cosa posso fare io Non sprecare l’acqua, neanche quando sembra abbondante: riduttori di flusso ai rubinetti, lavatrice e lavastoviglie a pieno carico, attenzione nei mesi secchi. Recupera la pioggia: un bidone collegato alla grondaia basta per innaffiare l’orto senza attingere all’acquedotto. Lascia respirare il terreno: meno cemento e più verde attorno a casa aiutano la pioggia a infiltrarsi invece di correre a valle. Conosci il rischio: informati se la tua zona è soggetta ad allagamenti e tieni a mente le indicazioni di protezione civile. Sapere cosa fare, prima, salva tempo e vite. |
L’emergenza climatica nella Pianura Padana è un’inchiesta a puntate di Notizie, settimanale della Diocesi di Carpi. Prossima puntata: «L’aria che respiriamo» — polveri sottili e ozono, perché la Pianura Padana è tra le aree più inquinate d’Europa.




