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10 Settembre 2026Oltre 9mila domande e più di 8mila bambini iscritti al progetto della Regione Emilia-Romagna “Settembre Insieme”
“Una sperimentazione costruita in tempi molto rapidi per dare già da quest’anno risposta concreta a un bisogno molto sentito dalle famiglie"
Isabella Conti e Michele De Pascale
Le attività extrascolastiche gratuite nelle scuole primarie nelle due settimane precedenti l’avvio delle lezioni hanno interessato 40 Comuni delle 14 Atuss coinvolte, 143 istituzioni scolastiche e 16 scuole paritarie. Degli 8.005 partecipanti, circa 600 (il 7,5%) sono bimbi con disabilità, a riprova dell’inclusività del progetto. La Regione avvia un percorso partecipativo di monitoraggio e ascolto che coinvolgerà famiglie, territori, scuole, Enti locali e Terzo settore per capire insieme come migliorare il provvedimento e renderlo strutturale già dal prossimo anno in tutta l’Emilia-Romagna. L’augurio di presidente e assessora per il nuovo anno scolastico
Per la scuola dell’Emilia-Romagna si scrive una nuova pagina: “Settembre insieme”, la sperimentazione unica in Italia voluta dalla Regione e costruita, nonostante la novità assoluta e la complessità, in tempi molto rapidi per dare da subito risposta concreta a un bisogno reale delle famiglie, si avvia a diventare strutturale e a interessare l’intero territorio regionale già a partire dal 2027.
Sono 9.253 domande raccolte, 8.005 bambine e bambini frequentanti, di cui 600 (il 7,5%) con disabilità a testimonianza dell’inclusività del progetto, 40 Comuni delle 14 Atuss (Agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile) coinvolti in questo primo anno di sperimentazione, 143 istituzioni scolastiche e 16 scuole paritarie. Questi i numeri dell’iniziativa che ha permesso di offrire gratuitamente a migliaia di bimbi delle primarie – dal 31 agosto fino all’inizio delle lezioni – attività extrascolastiche (educative, sportive, culturali, ricreative e di socializzazione), trasformando queste due settimane in un tempo di opportunità, socialità e crescita e assicurando alle famiglie un supporto nel periodo, complesso per la gestione dei figli, che separa la fine delle opportunità estive dall’inizio della scuola.
Oggi, in conferenza stampa in Regione a Bologna, un primo bilancio dell’iniziativa, fatto dal presidente Michele de Pascale e dall’assessora alla scuola e Politiche per l’infanzia, Isabella Conti.
“Una sperimentazione- sottolineano de Pascale e Conti– senza precedenti in Italia per ampiezza, dimensione territoriale e regia regionale, capace di offrire una risposta nuova alle famiglie in una delle fasi più delicate dell’organizzazione estiva, mettendo in rete istituzioni, scuole, Comuni, Terzo settore, associazioni, educatori e operatori. Siamo partiti velocemente, già da questo anno scolastico, consapevoli che costruire in pochi mesi una misura nuova e così complessa avrebbe richiesto, da parte di tutti, fatica, flessibilità e tenacia. Uno sforzo che è stato ampiamente ripagato: abbiamo intercettato una domanda sociale alla quale crediamo sia doveroso continuare a dare risposta”.
“Lo abbiamo anticipato e lo confermiamo- proseguono presidente e assessora-, a maggior ragione visti i risultati di questo laboratorio che ci serve per costruire il 2027 e fare ancora meglio: dal prossimo anno vogliamo che ‘Settembre insieme’ diventi una misura strutturale, estesa potenzialmente a tutti i 330 Comuni dell’Emilia-Romagna, nell’ambito della futura legge regionale per il sostegno alla natalità e alla genitorialità. E il percorso da qui al 2027 sarà costruito attraverso ascolto, valutazione e partecipazione: avevamo detto che sarebbe stata una sperimentazione vera, ora vogliamo capire cosa ha o non ha funzionato, cosa deve essere migliorato e quali condizioni servono per costruire una misura stabile. Non dobbiamo replicare automaticamente lo stesso modello ovunque: proprio il percorso dei prossimi mesi servirà a individuare condizioni, criteri, modalità organizzative e fabbisogno finanziario della misura futura”.
Il numero delle richieste è stato molto significativo, soprattutto considerando che la misura è stata costruita e comunicata in tempi estremamente rapidi, ma questi dati non devono essere letti automaticamente come una fotografia della domanda potenziale complessiva, perché le modalità di accesso, organizzazione e comunicazione sono state differenti nei diversi territori.
“Proprio questa è una delle ragioni- spiegano de Pascale e Conti– per cui la sperimentazione è preziosa: ci permette di capire meglio non soltanto quanto bisogno esiste, ma anche come intercettarlo e come organizzare l’offerta. Un altro dato che ci sta particolarmente a cuore- aggiungono- è che 600 bambini e bambine con disabilità hanno frequentato i percorsi proposti, ulteriore testimonianza di come questa esperienza rappresenti una grande opportunità di partecipazione e inclusione. Vogliamo- chiudono presidente e assessora- ancora una volta ringraziare sindaci, assessori, funzionari e dirigenti scolastici che hanno messo a disposizione l’organizzazione operativa e gli spazi, e il Terzo settore che ha fatto in modo che tutti i Comuni che potevano aderire al servizio abbiano aderito, nessuno escluso”.
I dati per provincia
A Bologna sono state presentate 1.742 domande e 1.323 bambini frequentanti, Piacenza conta 445 domande e 445 frequentanti, Parma 643 e 632. A Modena le domande sono state 1.545 e 890 frequentanti, a Reggio Emilia 743 e 730; a Ferrara si registrano 250 domande e 196 partecipanti; a Forlì 763 e 755, nell’Area di Cesena 265 e 265; a Ravenna 645 e 598; nell’Unione Terre d’Argine 647 e 647. Rimini 315 domande e 315 bimbi fruitori; l’Unione della Romagna Faentina 331 e 331, il Nuovo Circondario Imolese 476 e 445 e l’Unione della Bassa Romagna 443 e 433.
Numeri che restituiscono la dimensione straordinaria della partecipazione, oltre a differenze tra i territori che devono essere lette anche alla luce delle diverse modalità con cui i Comuni hanno organizzato la misura e gestito le iscrizioni, in piena autonomia come prevedeva la sperimentazione regionale: in alcuni casi, ad esempio, domanda e offerta si sono allineate proprio perché le iscrizioni sono state chiuse al raggiungimento della capacità prevista.
Al via il percorso partecipativo
Per trasformare l’esperienza del 2026 in una proposta strutturale e migliorarla ulteriormente per il 2027 e negli anni futuri, la Regione ha voluto avviare un percorso strutturato di ascolto e monitoraggio che coinvolgerà direttamente i protagonisti dell’esperienza: famiglie, scuole, Comuni, Terzo settore e rappresentanti dei territori, affiancando il confronto già avviato con Anci, organizzazioni sindacali e mondo della scuola.
Da metà settembre sarà diffuso un questionario online rivolto alle famiglie per conoscere direttamente lo loro esperienza: cosa ha funzionato, quali sono stati i bisogni, quali eventuali criticità hanno incontrato e cosa si aspettano da una misura strutturale. La seconda fase, prevista per ottobre, sarà dedicata ai focus group: tre momenti specifici di confronto con Comuni ed Enti locali, Terzo settore e mondo della scuola, a cui si affiancherà il confronto già avviato con Anci e le organizzazioni sindacali. Il percorso arriverà in novembre a un momento pubblico di restituzione degli elementi raccolti e delle indicazioni emerse, che contribuiranno alla definizione delle linee guida per la costruzione della misura 2027.
Un percorso partecipativo che è parte integrante della costruzione della nuova proposta e che chiama tutti i soggetti coinvolti a contribuire concretamente a disegnare il “Settembre Insieme” del futuro: l’obiettivo non è quello di chiedere alle famiglie e ai territori se il progetto debba continuare, perché la Regione ha già deciso di renderlo strutturale, ma capire come si possa migliorarlo, insieme.
L’augurio per il nuovo anno scolastico
E proprio mentre questa esperienza si prepara a diventare una misura stabile, martedì 15 settembre riapriranno le scuole di tutta l’Emilia-Romagna.
“A tutte le bambine e a tutti i bambini, alle ragazze e ai ragazzi, alle loro famiglie, agli insegnanti, ai dirigenti scolastici, al personale educativo e ai tanti che con il proprio lavoro, dedizione e passione sono capaci di rendere la scuola un luogo insostituibile di crescita e arricchimento- affermano il presidente de Pascale e l’assessora Conti– rivolgiamo il nostro augurio più sincero e affettuoso per un anno scolastico ricco di scoperte, relazioni, opportunità. Qui prende forma un nuovo pezzo di futuro per la nostra comunità”.




