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10 Settembre 2026Tumore al seno e menopausa precoce: al Ramazzini il percorso multidisciplinare “Sguardo”
Prima della cura, l’essere donne
di Maria Silvia Cabri
Un percorso integrato che unisce clinica, prevenzione e supporto umano per rispondere a un’esigenza ancora troppo spesso silenziata: l’impatto della menopausa iatrogena nelle giovani donne colpite da tumore al seno. All’ospedale di Carpi, il progetto “Sguardo” (attivato ad aprile 2025) rappresenta una delle rarissime esperienze nel panorama della sanità pubblica italiana dedicate alla presa in carico della Sindrome Genito- Urinaria, affiancando alle cure oncologiche la tutela del benessere intimo e della qualità di vita delle pazienti. A spiegare come si sviluppa questo modello d’eccellenza, intervengono tre delle dottoresse che ne curano quotidianamente l’attività: Giorgia Razzini (Clinical data manager dell’Oncologia), Alessia Ferrari (oncologa) e Tabatha Petrillo (ginecologa).
Come nasce l’idea del progetto “Sguardo” e qual è l’esigenza clinica e umana cui avete voluto dare risposta?
Giorgia Razzini: “L’idea nasce dall’ascolto diretto delle pazienti. Nei gruppi di sostegno dell’associazione Amo e durante le visite oncologiche molte donne in trattamento per tumore al seno ci hanno riferito difficoltà legate alla menopausa indotta dalle terapie, in particolare legate alla sfera dell’intimità e del benessere sessuale più in generale. Il percorso si è poi strutturato grazie alle numerose evidenze scientifiche della letteratura internazionale e all’approfondimento della tematica in congressi nazionali e centri di eccellenza come lo IEO di Milano. ‘Sguardo’ è stato pensato per racchiudere, in una sola parola, sia il significato sia quello umano del percorso”.




