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1 Ottobre 2026Festa del Racconto, intervista a Christian Raimo
Christian Raimo: “La scuola oggi insegna il controllo e calpesta la libertà. I ragazzi chiedono di non essere lasciati soli”
di Maria Silvia Cabri
Scrittore, insegnante e tra le voci più acute del dibattito culturale contemporaneo sul mondo dell’educazione, Christian Raimo sarà tra i protagonisti della XXI edizione della Festa del Racconto. L’appuntamento è per venerdì 2 ottobre, alle 11, alla tenda di piazzale Re Astolfo a Carpi, dove l’autore incontrerà il pubblico in un dialogo con Davide Berti dal titolo “Tutte le storie di scuola si assomigliano, ma…”. Un’occasione per esplorare, attraverso la grande letteratura, quel momento irripetibile e mitico in cui il mondo entra a far parte della vita dei ragazzi, lasciando un segno indelebile. In questa intervista, Raimo riflette sui cliché da sfatare, sul conflitto tra i banchi, sulle disuguaglianze e sulla profonda solitudine materiale e generazionale che attraversa il mondo studentesco di oggi.
Partiamo dal titolo: “Tutte le storie di scuola si assomigliano”, qual è il ‘ma’ che rende l’esperienza di ciascuno di noi irripetibile?
Il contesto scolastico e l’istituzione tendono a rendere conforme e conformistico il percorso che facciamo a scuola. Da un lato questo garantisce un’uguaglianza di fondo, ma dall’altro questa rischia di trasformarsi in uniformazione. È l’esatto contrario del senso profondo della scuola, che dovrebbe essere quello di valorizzare le differenze e le libertà.




